IL PROGETTO. Il polo espositivo camuno diventerà in tre anni un punto di riferimento dell'Eta romana dell'intero arco alpino Cividate, costerà tre milioni di euro. «Lo collegheremo ai monasteri e a S.Giulia» La provincia di Brescia mostra i suoi gioielli. Lo fa con il nuovo Museo Archeologico Nazionale di Cividate Camuno la Vallecamonica che, tempo tre anni, diventerà punto di rifermento dell'archeologia d'età romana dell'intero arco alpino. Terminato il progetto architettonico della struttura - finanziato dalla Fondazione Cab e presentato ieri nella sede di via Trieste a Brescia- adesso si attende solamente l'inizio dei lavori, previsto con i primi mesi del 2007. Il museo sarà il livieto culturale che aiuterà lo sviluppo del turismo valligiano, magari creando un sistema museale che dialoghi direttamente con la città e pensando ad adeguati pacchetti turistici; ne sono convinte tutte le autorità che ieri hanno presenziato al «lancio» della maggiore operazione culturale fatta nella nostra Provincia negli ultimi decenni: dal direttore regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Carla di Francesco, a Filli Rossi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, dal presidente della fondazione Cab Alberto Folonari al presidente della Provincia Alberto Cavalli, passando per il sindaco di Brescia Paolo Corsini e il sindaco di Cividate Francesco Gelfi. Sono ben chiare le coordinate culturali che precedono le fondamenta del nuovo polo museale, dal costo complessivo di circa 3 milioni di euro, di cui 500 mila già finanziati dal Ministero (già chiesto anche il finanziamento di altri 300mila euro l'anno per il triennio 2007 al 2009), ma servirà un sostanzioso aiuto economico anche dagli altri enti. Il nuovo spazio museale sarà adeguato all'enorme quantità e all'importanza storico e archeologica dei tanti reperti scoperti in valle negli ultimi decenni. E' nelle parole dell'archeologa Filli Rossi che si capisce l'obiettivo al quale mira il nuovo polo museale: «Favorire una visuale privilegiata e una narrazione completa dell'evoluzione culturale che va dalle tradizioni tipiche del mondo celtico all'arrivo della cultura romana, sino al medioevo». Il rilancio della cultura e del turismo camuno «sarà ancora maggiore se sapremo collegare Cividate e i tanti monasteri della valle con Santa Giulia e i musei cittadini» ha aggiunto il presidente Folonari. Una proposta colta al balzo dal sindaco Corsini, per il quale «è davvero auspicabile una sistema di collegamento tra le diverse bellezze culturali del nostro territorio». Alla nascita del museo promette aiuti sostanziosi il presidente Cavalli, ricordando l'Accordo di programma (da 9 milioni di euro) per la valorizzazione della Valle Camonica Romana.