Rosarno. Salta la Conferenza dei servizi. Il rammarico del sindaco Museo archeologico di Medma ROSARNO - Nuova "fumata nera" per la Conferenza di Servizi che dovrebbe dare il via libera all'apertura del Museo Archeologico del Parco di Medma. La riunione tra Provincia, Comune di Rosarno, Università Mediterranea e Soprintendenza Archeologica di Reggio Calabria, i 4 enti sottoscrittori cioè del protocollo d'intesa che nel 2001 ha avviato l'iter per la realizzazione del progetto, è saltata anche stavolta, e anche in questo caso, esattamente come già un paio di settimane fa, per la mancata (e "non giustificata" ufficialmente) partecipazione dell'ente deputato al controllo dei beni archeologici, cui, peraltro, spetta la futura gestione della struttura museale. Il "giallo" del Museo di Medma, la cui struttura, pur essendo stata ultimata e consegnata da qualche settimana, ancora non è operativa, continua dunque a rimanere irrisolto. La reiterata assenza della Soprintendenza reggina dalle riunioni finora convocate dalla Provincia dopo la consegna dei lavori di ristrutturazione dello stabile adibito a Museo, impedisce infatti di poter mettere nero l'affidamento della struttura in comodato gratuito all'ente presieduto attualmente dal soprintendente Pietro Giovanni Guzzo e la sua conseguente apertura. Né, finora del resto, la stessa Soprintendenza, perlomeno sul piano ufficiale, ha fornito alcuna spiegazione circa il suo atteggiamento di chiusura di fronte agli inviti che l'amministrazione provinciale ha inviato per sollecitare la rapida conclusione delle procedure che dovrebbero portare all'operatività, in pianta stabile, del Museo di Rosarno, costato quasi 350 mila euro di lavori di restyling. Nella convocazione dell'ultima Conferenza di Servizi andata all'aria, il Settore Edilizia e Programmazione della Provincia di Reggio Calabria, rivolgendosi proprio alla Soprintendenza, non a caso aveva invitato quest'ultima «a voler presenziare alla riunione con spirito costruttivo e di collaborazione, in considerazione della rilevante importanza dell'iniziativa e dei notevoli sforzi sino ad oggi sostenuti dai funzionari dell'Università, del Comune e della stessa amministrazione provinciale». Niente da fare però: come già lo scorso 27 settembre, la Soprintendenza, come detto, non si è presentata. Creando, tra l'altro, non pochi malumori tra gli altri soggetti coinvolti nel progetto. I quali, per ora però, hanno stabilito di riconvocare un'altra riunione per lunedì 4 dicembre, auspicando per quella data un esito diverso. Anche perché, la dilatazione dei tempi di apertura del Museo rischia anche di complicare il percorso dei finanziamenti che il Comune di Rosarno è riuscito ad intercettare per gli altri progetti paralleli, predisposti in direzione della valorizzazione del Parco archeologico di Medma, sito beneficiario di quasi 2 milioni di euro tra fondi Por e Pit ma ancora "al palo" però sul piano delle iniziative concrete. Il sindaco di Rosarno, Carlo Martelli, dal canto suo, rispetto alla vicenda della mancata apertura del Museo, sostiene di aver fatto quanto era nelle possibilità del suo comune, arrivando persino a stipulare, con fondi di bilancio, il contratto della luce del Museo. «Abbiamo provveduto, così come ci era stato richiesto dalla Soprintendenza - queste le parole del primo cittadino - l'apertura del Museo, oltre al valore immenso sul piano culturale, per il Comune di Rosarno significherebbe anche il risparmio di altri soldi pubblici, con il trasferimento nel nuovo fabbricato degli ispettori attualmente insediati in altra sede in affitto. Se la Soprintendenza non si presenterà la prossima settimana alla nuova Conferenza di Servizi, saremo costretti, assieme agli altri enti, a decidere come determinarci».