Ercolano. Il fumo si alza dalla casa di Messenius attorno alle 17. Siamo nella parte centrale degli scavi, lontano dall'ingresso. Scatta l'allarme, sul posto arrivano gli addetti alla sorveglianza, personale specializzato di recente per fronteggiare emergenze legate alla sicurezza del sito e dei tanti visitatori. Le luci del giorno sono ormai sparite, per intervenire con gli estintori bisogna munirsi di apposite torce. I primi due addetti si adoperano per domare il fuoco, altri intervengono per salvare i preziosi reperti minacciati dalle fiamme. In questo estremo tentativo vengono tratti in salvo sei pezzi: una testa raffigurante Augusto, un prezioso medaglione, due bassorilievi e due vasi greci risalenti al primo secolo. Il fumo ha tuttavia danneggiato alcuni reperti archeologici, che devono essere portati all'esterno e messi in sicurezza per un successivo esame da parte dei restauratori. Tutto finto, per fortuna. Ieri pomeriggio, infatti, la Soprintendenza archeologica di Pompei, nell'ambito delle prove di emergenza avviate nei cinque siti afferenti alla Sap (oltre ad Ercolano e Pompei ci sono Oplonti, Boscoreale e Stabia) ha organizzato una simulazione di intervento antincendio nell'area di corso Resina. Un intervento che segue quelli fatti a giugno e che punta a garantire un alto livello di addestramento delle squadre di pronto intervento e il corretto coordinamento con le forze dell'ordine presenti sul territorio: «L'iniziativa di Ercolano - spiega Alfredo Nastri, responsabile del servizio prevenzione e protezione della Soprintendenza - rientra in un più ampio piano per la sicurezza nei siti visitati ogni anno da oltre due milioni di persone di ogni età e nazionalità. Gli interventi vanno dagli infortuni al turista al reperimento di ordigni, fino agli incendi. Non a caso - prosegue Nastri - in passato a villa Regina a Boscoreale sono state effettuate simulazioni riguardanti il ritrovamento di un ordigno durante operazioni di scavo. Ancora, a Pompei sono state eseguite prove di pronto soccorso con l'ausilio di un elicottero. Abbiamo in animo adesso di effettuare un'ulteriore simulazione negli scavi di Stabia». Molta attenzione è stata rivolta alla formazione di persone specializzate nell'intervento in caso di emergenza: «La Sap - dice Nastri - assieme a Legambiente-sezione speciale per i beni culturali, si è fatta promotrice lo scorso anno di un corso specialistico per la formazione di 40 volontari del gruppo di emergenza vesuviano, e di prove di evacuazione dei reperti in ottemperanza a un'apposita circolare ministeriale. Non solo, abbiamo allestito squadre di emergenza di primo soccorso e di prevenzione in caso di incendi. Un lavoro che va ovviamente aggiornato con queste simulazioni che ripeteremo ciclicamente ogni anno».
Ercolano: esercitazioni antincendio
A Ercolano, durante una simulazione di intervento antincendio, sono stati salvati sei pezzi archeologici minacciati dalle fiamme. La simulazione è stata organizzata dalla Soprintendenza archeologica di Pompei per garantire un alto livello di addestramento delle squadre di pronto intervento e il corretto coordinamento con le forze dell'ordine. La simulazione è stata effettuata in un ambiente simile a quello degli scavi, con luci del giorno e personale specializzato. I pezzi salvati includono una testa raffigurante Augusto, un medaglione, due bassorilievi e due vasi greci.
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