Il proprietario dell'antica dimora si oppone al progetto che prevede anche un esproprio di parte del suo terreno Guglielmo Stecchini: «A rischio il portale di pietra e il muro di cinta, la Sovrintendenza impedisca lo scempio» La rotatoria, come altri interventi, è stata pensata per ridurre l'inquinamento e decongestionare il traffico. Ma a nessuno è venuto in mente che progettarla a una cinquantina di metri da Villa Stecchini, dimora eretta nel 1672 dall'abate Jacopo, sarà salutare per la viabilità ma letale per le antiche mura di cinta e il portale in pietra. Anche perché la Provincia, che ha deliberato l'intervento con uno stanziamento di 540 mila euro, sta pensando di aprire il nuovo rondò al traffico pesante, che in una strada larga cinque metri farà il classico effetto dell'elefante nella cristalleria. Devastante. Così la vede il medico Guglielmo Stecchini, proprietario della villa veneta tra San Giacomo e Romano Alto e ultimo erede della nobile famiglia romanese che risale, stando al primo atto pubblico, al 1410. Che non ce l'ha tanto con la rotatoria in sé, che sorgerà tra via Molinetto, via De Gasperi e via Col Roigo, ma con il passaggio dei camion. Finora era vietato con tanto di cartelli sulla strada, ma adesso otterrebbe improvvisamente «l'indulto» con la costruzione della nuova infrastruttura. Spiega Stecchini: «Nella lettera che la Provincia mi ha inviato a casa si parla di rotatoria come opera di primaria importanza per migliorare la viabilità e diminuire l'inquinamento. Poi, entrando nel dettaglio delle motivazioni, si legge che la rotonda servirà per decongestionare l'intenso traffico all'incrocio dovuto anche al passaggio di mezzi pesanti. E qui casca l'asino, perché in quelle strade i Tir non ci possono arrivare: è espressamente vietato dai cartelli. Significa allora che intendono farceli passare? Oppure che vogliono legittimare il passaggio di quelli che ora transitano irregolarmente? Una bella contraddizione: con una mano decongestionano il traffico e con l'altra lo ricongestionano dando disco verde ai Tir». Dovessero passare i «bisonti» a pochi metri dalla villa, per i manufatti seicenteschi sarebbe l'inizio della fine. L'antico murale realizzato in pietra si affaccia proprio su via Molinetto, così come la cinta tutta costruita con i sassi. Un complesso conservato con cura da quattrocento anni dai discendenti di quel Lazero detto "Stichino" da Angarano che diede via alla lunga stirpe di castellani, scrittori, religiosi, commercianti e dottori che ha oggi in Guglielmo Stecchini il suo ultimo dei Mohicani. Il medico, che vive nella splendida dimora con moglie e una figlia («mio figlio studia a Los Angeles»), è orgoglioso detentore di tanta preziosità ma ne regge anche il peso. Cinque ettari di parco e oltre 300 metri quadrati di casa su tre piani, la villa conta una cinquantina di stanze, perennemente bisognose di restauro. «È l'unica villa veneta ristrutturata a Romano - dice -, ma la manutenzione costa un patrimonio - spiega -. Essendo sotto la tutela dei Beni Culturali siamo sottoposti a vincoli strettissimi. Se dobbiamo tinteggiare, mica possiamo chiamare un pittore qualsiasi. No, serve un esperto di del 1600, che conosca l'uso di polvere di calcio e sapone per il marmorino». Che tanta fatica e soldi («ci danno contributi, ma sono una minima parte») possano venire sbriciolati in un lampo dal movimento sussultorio dei Tir proprio non gli va giù: «Scriverò alla Soprintendenza, farò ricorso al Tar. Voglio far sapere come la amministrazioni pubbliche preservano i beni culturali». E non solo la Provincia: «Ho scritto al Comune per chiedere dei dossi di rallentamento del traffico. Non mi ha risposto nessuno».
La rotonda della Provincia minaccia la villa del '600
Il proprietario della villa Stecchini, Guglielmo Stecchini, si oppone al progetto di costruzione di una rotatoria vicino alla sua dimora, che prevede l'esproprio di parte del suo terreno. La rotatoria è stata pensata per ridurre l'inquinamento e decongestionare il traffico, ma Stecchini è preoccupato per la sicurezza delle antiche mura di cinta e del portale in pietra. La Provincia ha deliberato l'intervento con uno stanziamento di 540 mila euro, che prevede l'apertura del nuovo rondò al traffico pesante. Stecchini è contrario al passaggio dei camion e crede che la Provincia stia cercando di legittimare il passaggio di mezzi pesanti irregolarmente.
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