L'Enel vuole 300mila euro per non tagliare la luce BOLOGNA. La Pinacoteca di Bologna rischia di rimanere al buio. Letteralmente. E dunque di chiudere i battenti. Una lettera dell'Enel recapitata lunedì in via delle Belle arti, dove la struttura ha sede insieme agli uffici della Soprintendenza per il patrimonio storico-artistico, minaccia la sospensione dell'erogazione di energia elettrica per il mancato pagamento delle bollette. Da ieri mattina, qual-siasi momento è buono per interrompere il servizio. La cifra da pagare si aggira intorno ai 300 mila euro, che corrispondono ai mancati pagamenti della seconda metà del 2004 e di tutto il 2006. «Non siamo gli unici, quasi tutti gli uffici pubblici hanno contenziosi di questo tipo - spiega, quasi a giustificarsi, il sovrintendente (reggente) ai Beni culturali, Franco Faranda -che però aggiunge: «La situazione è disperata. Non abbiamo soldi, non possiamo pagare, rimarremo aperti solo se l'Enel ci garantirà gratis il servizio». Ma come si è arrivati a questo punto? «Non dico che prima del governo Berlusconi stavamo bene - continua Fa-randa - ma almeno c'era quella che io chiamo una stabilizzazione della miseria. Avevamo quei soldi e li facevamo bastare. Ma dal 2001 è arrivato il 'profondo rosso'». Causa una copertura della spesa corrente che è andata implacabilmente riducendosi, passando dagli oltre 500 milioni di euro del 2001 ai 52 milioni del corrente anno. Un pò poco per una pinacoteca di ben trenta sale che custodiscono quasi 2 mila opere. «Nel 2005 ci siamo salvati trovando dei fondi speciali che arrivavano dal lotto, ma quest'anno i soldi non arriveranno».