TORNANO a vivere a Roma le «statue parlanti» legate alle più antiche tradizioni e credenze popolari della Capitale. Dopo alcuni secoli di silenzio, sui celebri ' busti di pietra di Pasquino, Abate Luigi, Babuino, Martorio, Acquarolo e di Madama Lucrezia, tanto cari al Belli, posti nelle varie piazze del centro storico, sono ricomparsi numerosi messaggi, e bigliettini con sfoghi, lazzi e ironie dei romani. Le statue hanno ripreso a parlare Dopo un silenzio di centinaia di anni tornano i tradizionali messaggi ironici e polemici Riprendono a vivere il celebre Pasquino l'Abate Luigi, il Babuino, il Marforio, Madama Lucrezia e L'Acquarolo Sui monumenti di pietra gli sfoghi contro i potenti, le critiche al potere politico e le battute sagaci sulle mode del tempo SONO tornate a far sentire la loro voce. Dopo un silenzio durato centinaia di anni. Le "Statue degli Arguti" di Roma, come per magia, hanno ripreso a parlare. Tutte insieme, contemporaneamente. E se per Pasquino non si tratta di una novità, poiché da sempre è il luogo deputato per lasciare messaggi ironici e polemici, per le altre statue della capitale il fatto non ha precedenti. L'Abate Luigi, il Babuino, Marforio, Madama Lucrezia e l'Acquarolo, improvvisamente, hanno ripreso l'antica funzione per cui erano stati eretti: quella di "ammonire". Ecco allora spuntare sulle statue dei messaggi sotto forma di versi, il cui contenuto è liberamente interpretabile e il destinatario non facile da identificare, ma con un filo conduttore evidente: la manipolazione dell1 informazione da parte di chi detiene il potere. «La verità è da troppo tempo celata. Il mondo non è come lo raccontano i pochi: armiamoci ai denti prima che affoghi...». Queste alcune frasi che il celebre Pasquino si è ritrovato appese al collo a cui ha fatto seguito la risposta della Madama Lucrezia, situata a piazza San Marco, nei pressi di piazza Venezia: «...Ma quando le parole seminano morte, insorgere è un dovere che non posso ignorare. Pasquino, io ti seguirò nella tua ardua missione di riconsegnare al vero l'informazione». Una specie di conversazione, insomma, che non ha precedenti, poiché «l'ultimo dialogo» si era svolto qualche secolo fa e aveva come protagonisti esclusivamente Marforio e Pasquino, il primo intento a fare domande sulla società e sulla politica, il secondo inimitabile nel dare risposte argute, ironiche è dissacranti, come nello stile del popolo romano. Un dialogo a cui hanno partecipato anche la statua posta sulla vasca di via del Babuino («Pasquino, Lucrezia, ai vostri appelli rispondo con la denuncia di immoralità e corruzione»), l'Acquarolo di via Lata e l'Abate Luigi, situato all'esterno del fianco sinistro di Sant'Andrea della Valle, che riportava un misterioso verso: «Babuino la tua denuncia è già stata occultata dai cani di una guerra abilmente orchestrata...». Una serie di indizi sparsi per le vie della città che a molti avrà fatto venire in mente "Angeli e Demoni", il bestseller di Dan Brown, ma ai più attenti avrà ricordato la notte delle statue parlanti di Bologna del 2001, quando, su iniziativa delle Tute Bianche, le statue manifestarono il loro dissenso verso IL G8 di Genova.
ROMA: Rivivono le Statue parlanti
Le statue parlanti di Roma, come Pasquino, Abate Luigi, Babuino, Marforio, Madama Lucrezia e l'Acquarolo, sono tornate a parlare dopo un silenzio di centinaia di anni. Sui monumenti di pietra sono apparsi messaggi ironici e polemici contro i potenti, le critiche al potere politico e le battute sagaci sulle mode del tempo. Le statue hanno ripreso l'antica funzione di "ammonire" e hanno iniziato a lasciare messaggi sotto forma di versi, liberamente interpretabili. Il filo conduttore è la manipolazione dell'informazione da parte di chi detiene il potere. Le statue hanno iniziato a dialogare tra loro, con Pasquino e Madama Lucrezia che hanno scambiato messaggi.
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