La casa di Moravia apre al pubblico L'abitazione in cui visse per trent'anni lo scrittore romano sarà visitabile a partire dal 2007 Sarà visitabile dal 2007, a cento anni dalla sua nascita. Tante le iniziative in programma IL GRANDE RITRATTO che Renato Guttuso fece ad Alberto Moravia nel 1982 troneggia sulla parete bianca del salone in cui lo scrittore romano amava ricevere i suoi amici. E intorno a quel volto scavato dal tempo sorridono le maschere che Moravia si portò dietro dai suoi tanti viaggi in Africa in compagnia di Dada Maraini, Pierpaolo Pasolini, Ninetto Davoli, Sergio Cittì... Ogni libro, ogni pezzo di arredamento nella casa di via lungotevere della Vittoria parla di lui, delle sue passioni, e lascia immaginare a chi varca la soglia di quell'attico così soleggiato lo sguardo dello scrittore rivolto verso il corso del fiume, o verso un tratto della Roma imperiale, e i suoi pensieri. A partire dal 2007 la casa di Moravia, divisa nei suoi spazi da ordinate librerie alte fino al soffitto, aprirà le sue porte al pubblico. E non solo a studenti e studiosi, che già ora possono usufruire dei documenti custoditi dal Fondo Alberto Moravia, ma chiunque, come accade già all'estero per tante abitazioni di scrittori. Diventerà una casa-museo, dunque, perché finalmente il Comune di Roma, come ha annunciato l'assessore capitolino alla Cultura Gianni Borgna, «ha acquisito l'appartamento in cui lo scrittore visse per trent'anni e che sarà gestito da Zètema». Sarà un modo per festeggiare il centenario della nascita di Moravia, che cadrà proprio il 28 novembre 2007. L'autore de Gli indifferenti verrà ricordato tutto l'anno con tante iniziative, annunciate ieri mattina da Dacia Maraini, sua compagna per 18 anni (dopo Elsa Morante e prima di Carnieri Llera). «Nel prossimo autunno 2007 Bompiani pubblicherà -ha annunciato la scrittrice - l'inedito intitolato Due Amici, che Moravia scrisse nel '52 e in cui racconta una storia d'amore di alcuni ragazzi e le loro idee politiche comuniste. Si tratta - ha aggiunto - di un romanzo incompiuto che lo scrittore non volle terminare perché non lo soddisfaceva e che era nascosto in cantina». Per celebrare il centenario, inoltre, l'opera più famosa di Moravia, Gli indifferenti, sarà pubblicata in ed, letta da Toni Servillo e con le musiche di Fabio Vacchi. In programma anche la proiezione di alcuni documentali tra cui Gli Emolo per la regia di Dacia Maraini, un inedito; la messa in scena delle sue pièce e tante altre iniziative. Tutte cercheranno di ricordare quell'uomo che avrebbe voluto essere un poeta, ma che non è stato altro che un romanziere, come lui stesso scrive in alcune poesie inedite. Forse, aggiunge, è poeta chi temere di non esserlo.