"Bisogna fare come a Compostela due milioni di turisti ogni anno" ROMA «Un recupero storico, artìstico e spirituale. Ma non solo. Riportare l'antica via Francigena al suo originale splendore significa anche dare una mano all'eco-omia delle aree interessate. Non è poco». Ne è convinto Gianfranco Imperatori, segretario generale dell'associazione «Civita», l'ente promotore, insieme ad un pool di banche, del rilancio della Bolsena-Montefiascone, uno dei tratti dell'antica via dei pellegrini a cavallo tra la Toscana e il Lazio. Segretario Imperatori, che c'entra l'economia con le vecchie strade dei pellegrini medievali? «C'entra, c'entra. E' come quando si ripristina un bene culturale, un palazzo, una statua, un quadro che poi attira i visitatori interessati. Quando si gettano le basi per il rilancio deO'interesse per un'opera d'arte particolare o per una struttura storica ritrovata, alla fine i vantaggi sono anche di natura economica e la comunità non può che trame giovamento». Ma la Montefiascone-Bolsena è solo un primo passo. Coprire i circa 1600 chilometri della Francigena non sarà uno scherzo. «In Spagna già da tempo hanno fatto un intervento simile con il recupero totale dell'antica via del pellegrinaggio di Santiago di Compostela. Ogni anno vi camminano circa un milione e 800 mila persone che vanno a pregare sulla tomba di S. Giacomo. La stessa cosa si può fare anche con la Francigena. Non vedo il problema». Domenica prossima, quindi, da Montefiascone si riprenderà l'antico pellegrinaggio. E' una sfida? «Sì, è un fatto simbolico e pratico, reso possibile grazie all'impegno della nostra associazione, delle Casse di Risparmio di Roma e Firenze, e, naturalmente, alla sensibilità dell'amministrazione locale, sindaco Fernando Fumagalli in testa. E' un modello che ha dato importanti frutti e sono certo ne porterà ancora in quelle aree, e sono tante, interessate ai ripristini delle antichi tracciati viarii percorsi dai pellegrini di ieri, verso i quali oggi si torna a guardare con interesse».