Mantova e Verona, due città vicine e legate tra loro da stretti vincoli economici e culturali, si candidano insieme a capitali europee della cultura per il 2019. E' il progetto che unifica quelli scaturiti dai tavoli dell'economia, del welfare, della cultura e del territorio, tenutisi tra ieri e l'altro ieri nell'ambito del piano strategico per la Mantova del futuro in corso di predisposizione da parte del Comune. Candidare Mantova e Verona a capitali europee della cultura quando, nel 2019, toccherà ancora all'Italia avere il prestigioso riconoscimento, significa candidare un intero sistema territoriale ad essere un punto di riferimento per l'intero paese. E' quello che hanno messo in rilievo, nei loro interventi, gli esponenti delle associazioni culturali ed eco-nomiche che si sono avvicendati ai vari tavoli. La candidatura di un sistema territoriale rappresenta una novità soprattutto per le ricadute che essa potrebbe avere soprattutto sulle infrastrutture. Basti pensare che in questa maniera il Catullo di Verona diverrebbe, più di quanto non lo sia adesso, l'aeroporto di Mantova; ciò significa che, per esempio, diventerebbe indispensabile una metropolitana leggera allungata sino a Mantova, oltre ad altri collegamenti infrastnitturali con le due città. Le quali dovrebbero, dunque, investire insieme per migliorarle o per realizzarne di nuove. A questo punto, se anche Verona sarà d'accordo (in questo momento nella città scaligera se ne sta discutendo), si tratterà di orientare insieme lo sviluppo dei rispettivi territori a questo importante obiettivo. Senza dimenticare che sia Mantova che Verona puntano ad avere a breve il riconoscimento di città patrimonio dell'Unescq, un buon viatico per diventare, poi, capitali europee della cultura. Nelle prossime settimane Fiorenza Brioni, sindaco della città dei Gonzaga, avvierà colloqui con il collega veronese Zanotto per discutere di questa candidatura duplice e mettere in atto le azioni conseguenti. Intanto, i lavori dei tavoli a Mantova proseguiranno con la riunione già fissata per il 14 e 15 dicembre prossimi; in quell'occasione si potrebbe già discutere anche della riorganizzazione delle istituzioni culturali di Mantova a cui sta lavorando da tempo il professor Settis. In gennaio, infine, è in programma il tavolo con i Comuni della Grande Mantova allargata per un confronto sulla programmazione urbanistica.