Agitazione sindacale sospesa, al Museo della Scienza e della Tecnologia «Leonardo da Vinci», dove per diciassette giorni quattro lavoratori hanno incrociato le braccia e uno di loro ha avviato anche uno sciopero della fame, per protestare contro l'attuale Direzione e la sua gestione dei rapporti con il personale. L'annuncio è stato dato ieri a Palazzo di Giustizia mentre era in corso l'udienza di una delle vertenze giudiziarie intentate (questa per mobbing) da un gruppo di lavoratori e che segnalano lo stato di tensione createsi con dipendenti ed ex dipendenti, di cui due per mobbing, le altre per dequalificazione, demansionamento, annullamento di incentivi, interruzione di contratti di collaborazione. Lo scontento ha trovato visibilità in un'interrogazione al ministro del Lavoro Maroni, del senatore ulivista, Natale Ripamonti: nel documento si chiede una verifica e l'invio di ispettori ministeriali che valutino la situazione. La proposta del presidente del Museo, CarloTognoli, di istituire una commissione consultiva con un rappresentante della Prefettura intervenuta per mediare tra le parti, viene ritenuta «garanzia sufficiente perché le difficili problematiche sollevate vengano vagliate con animo imparziale». Come sottolinea Corrado Ferulli, rappresentante del sindacato «Legittima Difesa» e protagonista dello sciopero della fame, le vertenze hanno come obiettivo il riconoscimento di diritti che sarebbero stati violati e il «ripristino della legalità». L'agitazione che ha riscosso diversi attesti di solidarietà tra cui quello dell'Unicobas, «non ha mai posto per tutti i diciassette giorni una richiesta concreta da soddisfare, per evitare che fosse vissuta come ricatto a fronte di un'azione così dura come lo sciopero della fame». L'obiettivo centrale è stato ampiamente raggiunto: «Far conoscere alla cittadinanza e alle istituzioni una gestione del personale al Museo della Scienza indegna del vivere civile».
Dipendenti maltrattati puntano sull'arrivo di ispettori ministeriali
A Palazzo di Giustizia, un gruppo di lavoratori del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci ha presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro Maroni, chiedendo una verifica e l'invio di ispettori ministeriali per valutare la situazione. La protesta è stata lanciata per protestare contro l'attuale Direzione e la sua gestione dei rapporti con il personale. Uno dei lavoratori ha iniziato uno sciopero della fame per 17 giorni. Il presidente del Museo, Carlo Tognoli, ha proposto di istituire una commissione consultiva con un rappresentante della Prefettura per mediare tra le parti. I lavoratori hanno chiesto il riconoscimento di diritti violati e il ripristino della legalità.
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