"Il Governo spagnolo punta molto sul turismo e nel 2007 contiamo di attestarci vicino ai 70 milioni di visitatori stranieri", dice con ottimismo Raimon Martinez Fraile, cinquant'anni, segretario generale di Stato al Turismo nell'ambito del ministero dell'Industria, dell'Esecutivo Zapatero. Quali sono i risultati 2006? L'incremento degli arrivi dall'estero si attesta intorno al 5 per cento. Quest'anno siamo intorno ai 60 milioni di stranieri. Insomma marciate verso la leadership mondiale. Puntiamo innanzitutto a sviluppare un'industria chiave per il Paese, in cima all'agenda del Governo spagnolo. Anche gli investimenti delle imprese spagnole crescono in patria e all'estero. Il modello turistico spagnolo va bene per l'Italia? Roma trova a Madrid interlocutori privilegiati. I due Governi hanno già iniziato a collaborare attivamente per sviluppare dei progetti insieme soprattutto sulle destinazioni a lungo raggio. Ci sono ampi margini di cooperazione nell'area del Mediterraneo. Ma qual è il vostro segreto? La cooperazione di tutti i soggetti con gli organismi governativi e risorse adeguate. Nel 2006 abbiamo portato il budget centrale a quota 360 milioni. Nel turismo si vince solo con il gioco di squadra. E i prossimi passi? I nostri programmi, a grandi linee, hanno due cardini: destagionalizzazione e delocalizzazione. Il primo punto vuol dire mettere in campo tutte le iniziative possibili per far arrivare turisti lungo l'intero arco dell'anno. In secondo luogo non vogliamo limitarci all'offerta balneare, ma puntiamo a far sì che tutto il Paese sia un grande albergo, con un ampio ventaglio di offerta per i vari segmenti di mercato, a cominciare dalla cultura e dai siti Unesco.