Sei signore nei posti chiave valorizzano il patrimonio regionale C'è, in Piemonte, un approccio tutto femminile alla valorizzazione del patrimonio artistico, dalle antichità secolari egizie alle punte più avanzate della contemporaneità. Con alle spalle un sorprendente cursus honorum, Eleni Vassilika, 49 anni, alla fine del 2005 assume la direzione della Fondazione museo di antichità egizie, coadiuvata da uno staff di sole donne. Con evidenti capacità di guardare tanto al passato quanto al futuro, la Vassilika a Torino prepara a tempo di record l'apertura al mondo del "suo" museo: scrive una guida, si occupa del sito web (13 mila contatti al mese), di testi, brochures e didascalie plurilingue. Così il Museo si presenta al meglio sotto i riflettori del periodo olimpico e le ricadute superano le aspettative. Le cifre parlano chiaro: 57 mila visitatori nel febbraio dei Giochi, 83 mila nel successivo mese di aprile. Dall'allestimento kolossal dello Statuario affidato a Dante Ferretti, a dettagli essenziali come l'acquisto di panche per le soste-riposo, la Vassilika non viene mai meno alla «filosofia di porre il visitatore in primo piano», di creare una "leisure industry" che renda fruibile una collezione a buon diritto considerata la seconda nel mondo dopo quella del Cairo. Giovanna Cattaneo Incisa, 64 anni, presidente della Fondazione Torino musei, raccoglie nella sua istituzione molti secoli di storia artistica, dai reperti del Museo civico d'arte antica che il 16 dicembre verrà restituito ai cittadini nella storica sede di Palazzo Madama alle ultime acquisizioni della Galleria d'arte moderna (Gam), passando per il Borgo medievale e per il costituendo Museo di arte orientale, al nastro di partenza nel 2008. Durante le Olimpiadi della cultura la Fondazione ha illustrato tanto l'arte del Quattrocento nei dominii dei Savoia, quanto la rappresentazione delle città nelle Avanguardie dal 1910 al 1930. Ora, in "Museo, museo, museo" (12 mila mq di allestimento) la Gam mostra tutte le acquisizioni degli ultimi otto anni e dimostra che Torino è la città che ha investito di più nell'arte contemporanea, fino a diventarne capitale riconosciuta. Non per questo la signora Incisa intende dormire sugli allori, anzi, con senso del servizio e understatement molto piemontesi, ammonisce: «I primati si perdono molto più facilmente di quanto si conquistino. Perché ciò non avvenga, continueremo a lavorare». Anche il Palazzo Reale di Torino e il Castello di Agliè, all'attenzione nazionale come set di "Elisa di Rivombrosa", hanno un sovrintendente donna. Daniela Biancolini ha ridato vita a queste storiche sedi, anche con aperture insolite come la "notturna con cioccolata calda" della Caffetteria di Palazzo Reale. Non ha epoche o materie preferenziali Albina Malerba, direttrice del Centro studi piemontesi che approfondisce la cultura della regione con pubblicazioni, convegni e mostre pluridisciplinari. E giungiamo alle signore di quell'arte contemporanea di punta accolta nelle mura antiche del Castello di Rivoli e nella giovane struttura della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Ida Gianelli, 62 anni, è direttrice del Castello di Rivoli-Museo d'arte contemporanea da sedici anni. «Continuità, quantità e qualità del lavoro svolto ci hanno fruttato un'identità forte e riconosciuta, un prestigio sempre crescente» afferma, orgogliosa di quel luogo straordinario che è il "suo" museo-castello ma anche dello spirito di sistema che ha condotto quest'anno alla prima "Triennale tre musei", con Gam e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Un ampio successo in ben sette spazi espositivi. Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, 47 anni, è l'instancabile presidente dell'omonima Fondazione che ormai affianca a quella di Torino altre due sedi in Piemonte: Villa Remmert a Ciriè, dedicata all'educazione all'immagine e Palazzo Re Rebaudengo di Guarene d'Alba, aperto alla giovane fotografia italiana e presto a residenze di artisti stranieri. Da sempre convinta che «l'arte contemporanea sia una catena fatta di tanti anelli», la Sandretto contribuisce a questa crescita con progetti diversificati a largo raggio. Dopo un 2006 incentrato sull'Oriente tre mostre di cui la più recente, fino a febbraio 2007, dedicata all'ultima generazione artistica cinese, giapponese e coreana nel 2007 la Fondazione torinese si focalizzerà sul tema dell'ambiente. E intanto apre alla moda con la rassegna "Fashion eyes".