"Memorie dal sottosuolo" - 1000 tesori d'arte romana trovati in 25 anni di scavi e mai esposti prima. La bambola che viene da via di Cervara ha occhi grandi e profondi, quasi non fosse il gioco che una bambina romana del terso secolo d.C. si portò appresso nel suo ultimo viaggio, ma un'aulica scultura patrizia. Quali ad esempio i busti di Augusto e Traiano, oppure il sarcofago strigliato venuto alla luce a Lunghezzina, fino alla sfinge rinvenuta nel mausoleo scoperto sulla Salaria. Capolavori d'arte, ma anche semplici muri e poveri vasi funerari, regalati soprattutto dalla periferia di Roma. Ed esposti accanto alle più rare opere restituite dal cuore dell'Urbe: dalla tigre in marmo del Palatino alle gemme incise di piazza Vittorio. Sono alcuni dei 1000 reperti che da sabato daranno prova dello straordinario tesoro ritrovato a Roma durante gli scavi avvenuti dal 1 980 a oggi. La mostra, curata da Maria Antonietta Tomei della Soprintendenza archeologica statale, offre la possibilità di ammirare raccolte di antiche monete (i tesoretti), affreschi o interi corredi funerari (come quello di una tomba "scavata" sulla Laurentina), che riempiono, e arricchiscono, i depositi dei musei. E si tratta «pur sempre di una scelta, rispetto al complesso dei rinvenimenti», sottolinea il soprintendente Angelo Bottini nell'introduzione al catalogo (edito da Electa). A loro volta, le migliaia di testimonianze del passato (e della bellezza ai tempi della Roma repubblicana e imperiale) sono solo una piccola porzione del tesoro che ancora dorme sotto la città moderna. Sotto le belle volte a crociera che Clemente XIII fece costruire nel 1763 sui pilastri delle terme di Diocleziano per conservare l'olio del papa (alle Olearie è dedicato uno scritto di Marina Magnani Cianetti), sarà possibile ammirare le "Memorie dal sottosuolo": oggetti ed edifici antichi riapparsi grazie soprattutto ai lavori pubblici (minima è la parte frutto di campagne di scavo autonome). E le stesse società proprietarie dei cantieri hanno provveduto a finanziare restauri e mostra. Tra le scoperte più recenti, quelle venute alla luce negli scavi per la Metro C, i vasi e i monili ritrovati nel sepolcreto trovato in estate sulla Colombo dove sorgerà un palazzo delle Poste, ma anche uno straordinariamente grande compasso in bronzo, "dimenticato" da qualche architetto romano del I secolo d.C. nei pressi delle mura a piazza San Giovanni: l'hanno trovato spostando il collettore della fogna Taranto-Tuscolana. "Memorie dal sottosuolo", Olearie papali, piazza della Repubblica 12, fino al 9 aprile (dal martedì a domenica, ore 9-19.45; info: 06 39967700).