CATANIA. Da baluardo difensivo a ponte tra i Paesi del Mediterraneo: i castelli diventano l'occasione di sviluppo e turismo che mette insieme rappresentanti di Paesi tra loro anche in contrasto come Siria, Turchia, Cipro, Grecia, Spagna, Italia, Malta, riuniti allo stesso tavolo in occasione del convegno internazionale di studi «Le fortificazioni nell'area mediterranea e turismo relazionale» che si terrà il 30 novembre e il 1 dicembre allo Sheraton di Aci Castello (Ct). Due giornate di studio che confermano come la Sicilia stia noti solo geograficamente al centro del bacino mediterraneo e quanto sia strategicamente importante il suo ruolo di cerniera tra Oriente e Occidente. Alla conferenza stampa di presentazione dell'appuntamento - questa mattina alle 10 allo Sheraton - parteciperanno l'assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica Istruzione Lino Leanza, il sindaco di Aci Castello Silvia Raimondo, il presidente della sezione Sicilia dell'Istituto dei Castelli, Giovanni Ventimiglia di Monteforte, e il presidente del Consiglio scientifico Europa Nostra, Gianni Perbellini. «Bisogna organizzare una rete, un itinerario che valorizzi queste tracce della memoria e che con- senta ai tanti turisti, ma anche ai tantissimi siciliani e agli studenti di scoprire questo imponente patrimonio che racconta una parte importante della stona dell'Isola - anticipa l'assessore Lino Leanza - il circuito dei castelli consente di dare una lettura storica, artistica e paesaggistica della Sicilia: è come fare tre viaggi in uno. Un modo diverso e originale di conoscere sia le coste sia la bellezza di molte zone dell'interno". I castelli abbassano simbolicamente il loro ponte Levatoio e portano il dialogo tra i rappresentanti di numerosi Paesi che lavoreranno insieme alla realizzazione di un protocollo d'intenti e ad una bozza dello statuto - con la collaborazione del prof. Pietro Barcellona, presidente del Centro di ricerca Braudel che terrà la relazione introduttiva - della nuova federazione «Mediterraneo» Nostro sulla conservazione del patrimonio storico-architettonico fortificato delle nazioni del bacino del Mediterraneo che sarà tenuta a battesimo a Catania il 30 novembre. La Sicilia, proprio per la sua centralità storica e geografica, si candida a sede di un Centro studi fra tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e a motore propulsore di iniziative che rilancino anche turisticamente l'enorme patrimonio di castelli: oltre 20 mila strutture fortificate in Italia, più di 300 solo nella nostra Isola. «L'obiettivo - spiega Giovanni Ventimiglia - è di far diventare Mediterraneo Nostro un cantiere di pace, un interlocutore privilegiato, e mediatore, fra le iniziative promozionali europee, nordafricane, mediorientali, dei Paesi slavi. In Sicilia bisogna cercare di creare un circuito castellano, attivare e promuovere circuiti escursionistici prendendo ad esempio l'Inghilterra e l'Irlanda che di ogni maniero hanno fatto un'attrazione turistica intorno alla quale ruotano attività commerciali, bar, bookshop portando nuove opportunità di lavoro". E delle possibilità di consentire al turista - sempre più smaliziato e altrettanto "tentato" da destinazioni nuove e originali - di fare un viaggio alla scoperta di un Medioevo da favola si parlerà nella seconda giornata del convegno dedicata a «Le fortificazioni nell'area mediterranea e il turismo relazionale», coordinata dai giornalisti Tony Zermo e Michela Giuffrida, che ospiterà studiosi, ingegneri, architetti, rappresentanti istituzionali per discutere insieme strategie e progetti di recupero e sviluppo.
Nasce Mediterraneo Nostro", castelli riuniti in un circuito
Il convegno internazionale di studi "Le fortificazioni nell'area mediterranea e turismo relazionale" si terrà a Catania il 30 e 1 dicembre. La Sicilia, con i suoi oltre 20.000 strutture fortificate, si candida a sede di un Centro studi fra i Paesi del Mediterraneo. L'obiettivo è di far diventare Mediterraneo Nostro un cantiere di pace e un interlocutore privilegiato per le iniziative promozionali europee, nordafricane, mediorientali e slave.
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