Non in tutte le regioni esistono cataloghi su Internet sistematici e facilmente leggibili che contengano e valorizzino tutti i siti, i monumenti, i patrimoni naturali: eppure i vantaggi economici sarebbero molto grandi perché si potrebbero coordinare le iniziative Importante una filosofia multimediale che consenta di presentare in modo integrato i tesori Internet come via della cultura: una promessa che circola da sempre, un terreno d'azione fertile e ancora da esplorare per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Molto resta ancora da fare, sulla scia dei sentieri finora tracciati; dove non fanno testo soltanto i grandi poli museali, ma soprattutto le iniziative locali che dal basso riescono a delineare, passo dopo passo, le maglie di una rete. Beni culturali in Rete, patrimoni delle culture d'Europa è, appunto, il titolo di un'iniziativa svoltasi nei giorni scorsi a Trieste, cui hanno partecipato numerose personalità delle istituzioni, del mondo accademico e di prestigiosi centri d'arte. Un appuntamento in cui si è discusso di nuove tecnologie e multimedialità come strumento prioritario per la gestione, fruizione e valorizzazione del patrimonio artistico, in un'ottica di sviluppo del territorio. Tre le sezioni tematiche del convegno, promosso Forum PA, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Banca Popolare FriulAdria e Comitato Promotore Progetto Patriarcato di Aquileia: si è parlato di tecnologie per la gestione dei beni culturali, di gestione e progettazione dell'offerta culturale, di sviluppo economico e dei beni culturali. Il dibattito ha preso le mosse dall'impegno della Banca Popolare FriulAdria: la banca del territorio, ora di proprietà di Credit Agricole, ha creato un ricco catalogo con tutti i principali musei della regione Friuli, elaborando una filosofia "multimediale" per presentare i beni culturali e integrarli nelle realtà locali. La premessa è che mettere i musei in rete, fornirli di strumenti e di guide digitali, che possano far viaggiare il visitatore dall'opera fino al suo contesto territoriale, non significa soltanto rendere più leggibile l'opera d'arte stessa, ma finisce con lo sviluppare nuova domanda culturale, promovendo la voglia di vedere ancora. «Il nostro programma mira a riflettere su natura e ruolo dell'opera d'arte, nella duplice prospettiva di valorizzare il patrimonio artistico regionale e di contribuire allo sviluppo dell'economia dell'area in cui operiamo», ha detto nel suo intervento Angelo Sette, presidente della Banca Popolare FriulAdria, che ha poi aggiunto: «Fotografare il passato non ci è parso tuttavia sufficiente, è in questo senso che va compreso il nostro sforzo di intendere quali siano le relazioni che si devono stabilire tra i depositi della memoria e i nuovi linguaggi della contemporaneità». Gli ha fatto eco Carlo Mochi Sismondi, direttore generale del Forum PA, sottolineando come il patrimonio storico, archivistico, monumentale e museale di un territorio sia sicuramente un bene da preservare e tutelare: «Ma esso è anche, sempre più, un asset strategico da valorizzare nel quadro delle strategie di sviluppo economico e territoriale», ha affermato. Mochi si è poi soffermato sulla parola-chiave del convegno: Rete. «Mettere in rete il patrimonio culturale e museale ha detto - va oggi al di là della semplice messa on line del catalogo delle opere. La "Rete" significa soprattutto networking, integrazione dell'offerta, sinergie tra istituzioni, condivisione dei patrimoni culturali». Edi fronte a risorse sempre più difficili da reperire, il direttore del Forum PA ha osservato come sia cruciale un'efficace politica di integrazione pubblico-privato: «Nessuna amministrazione locale o regionale è in grado di operare da sola, ma deve essere regista di un'azione congiunta di più attori presenti sul territorio», ha concluso. L'amministrazione regionale, rappresentata al convegno dal presidente Riccardo Illy, sembra essere cosciente delle sfide delineate. Dopo aver ricordato il suo impegno nella diffusione delle nuove tecnologie (una legge per l'alfabetizzazione informatica, la creazione di Mercurio Spa per il completamento della rete di fibra ottica in Friuli, l'acquisizione della società Insiel), Illy si è soffermato sull'esigenza di "utilizzare" il patrimonio artistico, archeologico, architettonico. «Un'utilizzazione per favorire l'acculturamento delle nostre collettività - ha detto - in grado di alimentare la particolare inclinazione dell'Italia verso il contenuto estetico dei propri beni e dei prodotti, e dunque per incrementare lo sviluppo economico nazionale». In questa prospettiva, stringente deve essere la relazione tra beni culturali e turismo, ovvero «quel compatto produttivo - ha proseguito Illy - che oggi rappresenta la prima voce economica mondiale, superiore in fatturato a tutti gli altri compatti produttivi: maggiore turismo significa poi maggiori entrate finanziarie, che potrebbero essere a disposizione per conservare, migliorare ed arricchire il nostro patrimonio artistico». Illy ha in conclusione evocato, come imprescindibile strumento di costruzione, il «circuito virtuoso» al quale non possono mancare di contribuire, accanto allo Stato, Regioni ed Enti locali.