MAZARA DEL VALLO Con lo sguardo dell'estasi e la gamba flessa all'indietro, da oggi il Satiro danza nella sua nuova casa. L'ex chiesa di Sant'Egidio a Mazara del Vallo è lo spazio che si inaugura alle 18,30 per ospitare definitivamente la preziosa statua ripescata nel canale di Sicilia e attribuita a Prassitele, che dopo l'esposizione a Roma torna nell'Isola per il suo primo incontro con il pubblico. All'inaugurazione del Museo del Satiro saranno presenti il presidente della Regione Salvatore Cuffaro, l'assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata, l'assessore regionale al Turismo Francesco Cascio, Giulia Adamo, presidente della Provincia di Trapani e il sindaco di Mazara, Nicolo Velia. Il restauro di Sant'Egidio è stato curato da due architetti della Soprintendenza di Trapani: Silvio Manzo si è occupato della parte relativa al restauro architettonico, mentre Sergio Aguglia ha ideato l'allestimento museografico. La statua del Satiro poggia su una base antisismica che pesa 3.500 chilogrammi, realizzata dalla Europa Metalli, e danzerà ancora libera per qualche tempo: la speciale teca climatizzata della ditta Goppion, prevista inizialmente, per un problema tecnico sarà montata solo tra un mese. Lo spazio del museo è articolato in due parti, create attraverso un camminamento: all'ingresso una biglietteria, e subito sulla sinistra pannelli informativi sulla storia della chiesa e una passerella di legno percorribile da piedi e da carrozzine, perché proprio tutti possano ammirare l'agile e possente scultura di bronzo. Una gigantografia fotografica della città di Mazara racconta il porto negli anni Trenta, e per una fortunata coincidenza mostra in primo piano la draga Anzio, grazie alla quale sono stati ripescati dai fondali dei reperti. Alcuni sono esposti, come delle colonne tortili e una iscrizione punica. «Questi oggetti spiega Aguglia sono come tanti appunti di memoria del mare, anche se è chiaro che qui si viene per vedere il Satiro». E la statua, già all'entrata, adesca i visitatori attraverso uno stretto vetro verticale, per poi sparire alla vista e apparire nuovamente una volta entrati, facendo capolino dal pannello colorantracite che la copre svelandone solo il volto. Il Satiro si avvita su se stesso e balla come i dervisci «tournant» cantati da Bauialo, illuminato come una star dal basso verso l'alto da fibre ottiche provenienti dalla grande base quadrata e da due proiettori dal fascio di luce regolabile. Alle sue spalle una esedra, pel impaginare l'immagine con rigore geometrico. La scultura si può ammirare da ogni lato, e un giro intorno al Satiro permette di scoprire i capelli mossi dal vortice della danza, il piede saltellante e lo sguardo ipnotico e ipnotizzante, con gli occhi dall'iride scavata bianco su bianco, che diventa pupilla nera con un sapiente gioco di ombre. In una teca che sfrutta l'illuminazione con un sistema di specchi è già posto in vece un frammento a dimensione reale di una zampa d'elefante, un bassorilievo anch'esso in bronzo. Accanto, anfore dalla superficie ricamata da molluschi marini, due cannoni e una teca con oggetti in ceramica. Nell'ex sacrestia, trasformata in saletta didattica, uno schermo mostra i video sul Satiro, tra ritrovamento e restauro, prodotti dal Centro regionale del catalogo. Per l'architettura della chiesa gli interventi sono stati molti: si è rifatto il tetto ligneo ricostruendolo attentamente su modello dell'originale e adesso la parte absidale e la cupola, pulite con micro-sabbiature e impacchi, svelano il colore originario della pietra di tufo con eleganti decori in forma di conchiglia. «È stato realizzato un restauro filologico dice Silvio Manzo concretizzato in un anno di lavoro». Oltre a Sant'Egidio i restauri sono in corso nella vicina chiesa del Carmine e nel convento dei Carmelitani, che insieme all'ex Collegio dei gesuiti e alla chiesa di Sant'Ignazio faranno parte di un «blocco» artistico e architettonico di grande richiamo, concentrato in un'unica zona. Il Museo del Satiro sarà aperto tutti i giorni, festivi compresi, dalle 9,30 alle 13,30 e nel pomeriggio mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 19.