Nei giorni scorsi è stato reso noto a Roma, nella sede dì Palazzo Chigi, l'accordo ufficiale con il quale lo Stato Italiano -Agenzia del Demanio - ha affidato al FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano - il parco "Villa Gregoriana" a Tivoli. Si tratta di una villa pubblica, un giardino fatto per il diletto della comunità, dove fino al 7 ottobre 1835 "mugghiava" la grande cascata dell'Aniene. Nel 1826 una spaventosa ondata di piena fa tracimare le acque del fiume Aniene, trascinando via quasi tutte le abitazioni nella parte più antica della cittadina laziale. Il disastro induce il governo dello stato pontificio ad intervenire. Per volere di Papa Gregorio XVI viene deviato il corso dell'Aniene creando una grandiosa cascata. Si decide di utilizzare il vecchio letto del fiume e le scoscese pareti che lo serrano per realizzare una suggestiva passeggiata. In una natura di grande emozione, tra formazioni calcaree, grotte, anfratti e resti archeologici, viene creato a Tivoli il parco "Villa Gregoriana". Inaugurato il 6 ottobre 1935, si mostra da subito come modello unico di integrazione tra natura e creatività dell'uomo, opera armoniosa, progetto di grande valore estetico e sociale. Villa Gregoriana fu meta obbligata per tutto l'Ottocento di imperatori e imperatrici, re e regine, regnanti o spodestati. Il Fai, chiedendo ed ottenendo l'affidamento dall'Agenzia del Demanio, si è offerto di salvare questo bene prezioso, allo stato attuale chiuso al pubblico, in un grave e diffuso stato di degrado che interessa il patrimonio vegetale, le strutture e i resti archeologici. Sarà così suo compito il restauro, la cura, l'apertura a tutti di un bene indispensabile per completare il circuito culturale di Tivoli, comprendente Villa Adriana e Villa d'Este. Per la prima volta, uscendo dagli schemi della tradizionale e consueta azione di salvaguardia e valorizzazione delle sue proprietà, la Fondazione dedicherà le proprie forze ad un bene dello Stato, affidategli in concessione, per il quale è chiamato a pagare un canone di affitto di 15.000,00 euro l'anno per 12 anni rinnovabili. La progettazione e la direzione lavori del restauro del parco con i suoi percorsi e degli imponenti resti archeologici sono state affidate alla Prof. Arch. Tatiana K. Kirova coadiuvata da un comitato scientifico. L'Arch. Gae Aulenti curerà la progettazione architettonica e l'arredo per la trasformazione dell'ex edificio scolastico in centro servizi per il pubblico. Il complesso intervento di restauro richiede una spesa di circa 1000.000,00 euro. La sollecita risposta di Unicredito, che coprirà quasi interamente la somma prevista, rende possibile l'immediato inizio dei lavori e il loro completamento entro il 2004. "Si tratta di un ambizioso programma di intervento" ha dichiarato la Prof. Kirova "che comprende un approfondito progetto di conoscenza del sito con la comparazione della documentazione storica tendente al riconoscimento sul posto degli elementi fondamentali del progetto ottocentesco che caratterizzano tuttora l'ambiente. Attraverso i rilievi tematici sia delle specie botaniche che delle famiglie vegetazionali spontanee o volutamente inserite, sarà possibile costituire una solida base conoscitiva per il progetto di conservazione e attraverso la loro illustrazione didattica si giungerà al progetto di valorizzazione che ripristinerà gli itinerari botanici oggi in parte cancellati dalla incuria e dalla mancata manutenzione. Sono previsti interventi di restauro architettonico sui Templi di Vesta e di Tiburno e sulla Villa di Manlio Sopisco, come prassi nelle metodiche di conservazione delle preesistenze". Alessandro Viscogliosi, rappresentante Fai per gli aspetti storici, artistici, culturali del restauro di Villa Gregoriana, dopo un breve ritratto storico, ha dichiarato "E' per salvare la diversa bellezza di Villa Gregoriana, una bellezza non minore, ma meno appariscente, non segreta, ma meno a portata di mano, non perduta, ma solo appannata, che il Fai deroga a una strategia rassicurante, che lo vuole attivo solo in beni di sua proprietà, investendo cifre cospicue per restituire agli italiani quello che per lungo tempo è stato il manifesto della bellezza della loro Italia, bellezza frutto della necessità e dell'ingegno, lo stesso connubio da cui, secondo il vecchio Platone, era già nato Amore". Giuliano Urbani, con una lettera inviata alla Presidente del Fai, Giulia Maria Crespi, ha sottolineato quello che definisce "un passaggio simbolico per il futuro della gestione del nostro patrimonio storico artistico: l'affidamento in concessione di un bene di grande rilevanza ed importanza, luogo incantato e ricco di fascino. Voglio sperare che questo modello finisca col rappresentare un riferimento per un sempre più ampio momento di collaborazione pubblico-privato, nella gestione dei nostri beni culturali. Il Fai rappresenta nel panorama italiano una punta di eccellenza, che mi auguro sempre più trovi non solo imitazione, ma anche forme di ispirazione per altri soggetti interessati alla valorizzazione del nostro patrimonio, con il duplice scopo della loro migliore tutela e dell'offerta ai cittadini di beni che rappresentano la nostra storia e il nostro futuro". Ha concluso l'incontro il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "II nostro è un paese straordinario, ricco, con 100.000 tra chiese e monumenti, 40 mila dimore storiche, 3.500 musei, 2.500 siti archeologici, 1000 teatri, un patrimonio che rappresenta circa il 50 per cento di tutti i beni artistici e archeologici dell'umanità. Noi, purtroppo, non siamo stati in grado di rispondere a tale e tanta fortuna, attraverso il dovere che avevamo, e che abbiamo, di tramandare intatto ciò che abbiamo ricevuto senza merito da quelli che ci hanno preceduto. Gran parte di questo "regalo" è in condizioni di degrado e di abbandono e lo Stato è colpevole di molte disattenzioni. Ha ragione la presidente Crespi quando afferma che non c'è stata una cultura che ha ispirato negli italiani, attraverso la scuola ed un'attenta politica, l'amore per l'ambiente, la natura, la storia, la cultura in generale. Conoscere significa godere di più e meglio ciò che ci circonda, di conseguenza apprezzare nel modo giusto. Noi dobbiamo impegnarci attraverso la scuola e l'opera del governo, che ha intenzione di intervenire, per sensibilizzare regioni, province, comuni e cittadini. Il lavoro da fare è enorme, quindi ben vengano le iniziative come quelle del Fai che si è distinto in maniera esemplare. Qui inauguriamo una era nuova, lo Stato che affida un bene demaniale ad una associazione benemerita affinchè questa si occupi del restauro, apra il bene al godimento dei cittadini, ne curi la manutenzione, lo utilizzi per importanti manifestazioni artistiche e culturali. Mi complimento con la presidente ed i suoi collaboratori, invito la stampa a sostenere questa iniziativa, a renderla nota. II demanio ha dovuto stabilire, per ovvie ragioni e nel pieno rispetto delle leggi, un canone di 15.000,00 euro l'anno, ma colgo l'occasione per sottoporre al Ministro dell'Economia Tremonti, oggi presente, l'esigenza di una riduzione, suggerisco una cifra simbolica, un euro l'anno, quale canone che tenga conto che dall'altra parte c'è un apporto di generosità". Tutti possono dare i! loro contributo al Fai, nato nel 1975 allo scopo di recuperare, tutelare e gestire per la collettività, testimonianze irripetibili del patrimonio d'arte e natura italiano. Attraverso adesioni, aziende sostenitrici, delegazioni, volontari, il Fai continua da oltre 25 anni la sua opera che non si esaurisce nel restauro e nella conservazione, ma prosegue con la valorizzazione dei beni recuperati, con la organizzazione, all'interno delle sue proprietà, di mostre, concerti, spettacoli e incontri culturali di alto livello. Per informazioni e adesioni: direzione e uffici Viale Coni Zugna 5 - 20144 Milano tel. 024676151 sito www.fondoambiente.it email infofondoambiente.it
Italia Sera
10 Dicembre 2002
L'offerta al pubblico del sapore di una Italia nascosta
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Bene culturale
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