La Valcamonica costituisce il maggior comprensorio europeo di arte rupestre, inserito da tempo, lo ricordiamo, nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. E due dei siti territoriali, rispettivamente Breno e Cividate Camuno, costituiscono l'asse portante di un bacino omogeneo e ben definito nelle sue caratteristiche ambientali e storico-archeologiche, e trovano la loro naturale «cerniera» nel Museo archeologico nazionale della Valcamonica di Cividate Camuno. Le due aree di interesse storico, oggetto di scavi sistematici e di restauri durati complessivamente vent'anni, sono il parco del santuario delle acque dedicato a Minerva (sorto su un più antico luogo di culto protostorico) a Breno, e il parco del teatro e dell'anfiteatro rimani a Cividate Camuno, inserito in un settore significativo della romana e originale «Civitas Camunnorum». Il Museo archeologico nazionale, istituito negli anni Ottanta, di cui è in corso di progettazione un intervento di radicale ristrutturazione, costituirà il luogo in cui i temi proposti dai due siti, insieme a molti altri riguardanti la romanizzazione della valle dell'Oglio, verranno approfonditi e illustrati attraverso l'esposizione dei materiali rinvenuti negli scavi: una importante raccolta di epigrafi, vasellame pregiato inserito nei corredi funerari, sculture che ornavano edifici pubblici e privati e infine frammenti di affreschi.