Fondo immobiliare, per gestire il patrimonio arriva la Pirelli Un'associazione di imprese capeggiata da Pirelli Re gestirà il fondo immobiliare siciliano. Nel raggruppamento ci sono anche da Banca Intesa, Caboto, Mcc e Capitalia. L'offerta di Pirelli e soci è l'unica rimasta in piedi dopo il ritiro dalla gara degli altri quattro gruppi che avevano presentato una manifestazione d'interesse. Il fondo gestirà un'operazione da 800 milioni di euro alla quale l'amministrazione affidala speranza di riportare i conti in pareggio. il valore dei primi 53 immobili da conferire al fondo è di circa 300 milioni. Nella lista figurano palazzi che ospitano assessorati, Ausi, Corte dei conti, Esa e il castello Utveggio. Enti e assessorati rimarranno al loro posto, mala Regione dopo la cessione dei palazzi pagherà un affitto. IL MARCHIO della P lunga sui palazzi della Regione: sarà un'associazione di imprese capeggiata da Pirelli Real Estate a gestire il fondo immobiliare siciliano. Un raggruppamento composto anche da Banca Intesa, Caboto, Mcc e Capitalia. L'offerta di Pirelli e soci è l'unica rimasta in piedi. Gli altri quattro gruppi che avevano presentato una manifestazione d'interesse (quelli che avevano come capofila Bnl, Beni Stabili Gestioni, Rif fondi-Deutsche Bank e Investire) hanno poi deciso di non partecipare alla gara. E così, da ieri, la commissione costituita da tre dirigenti dell'assessorato al Bilancio è al lavoro per verificare la bontà dei requisiti di una sola offerta. A meno che non vengano ravvisate gravi irregolarità nel ricco fascicolo inviato da Milano, toccherà a PirelliRe, un colosso nel settore della gestione attiva del patrimonio immobiliare, portare avanti un'operazione da 800 milioni di euro alla quale l'amministrazione affida gran parte delle proprie speranze di riportare i conti in pareggio. L'istruttoria dei dirigenti regionali prosegue. Non è ancora stata resa nota la proposta finanziaria di Pirelli Re. Che aveva già partecipato, nell'inverno scorso, a un'altra gara: quella per entrare in possesso del 25 per cento della società mista Sicilia Patrimonio Immobiliare (la maggioranza è della Regione), che sovrintende all'intera manovra. Dopo essere stato escluso, il raggruppamento capeggiato da Pirelli Re si era inizialmente rivolto al Tar, ma si era poi ritirato alla vigilia della seduta in cui avrebbe dovuto essere discusso il ricorso. Si aggira sui 300 milioni il valore dei primi 53 immobili da conferire nel fondo e inseriti in una lista sulla base del quale è stato indetto il bando. Un elenco, precisa il dirigente del Bilancio Enzo Emanuele, sul quale è in corso un'opera di due diligence, soggetto dunque a qualche modifica. Specie dopo le polemiche accese dal centrosinistra all'Ars sulla possibilità che la Regione ceda ai privati anche pezzi del suo patrimonio artistico. Nella lista figurano, per ora, i palazzi che ospitano sei assessorati. Quelli che si affacciano sulla centralissima via Notarbartolo (Sanità, Bilancio, Turismo) e poi Agricoltura (via Regione Siciliana) e Lavori Pubblici (via Leonardo Da Vinci). Nell'elenco, a Palermo, anche le sedi dell'autoparco, dell'ufficio legislativo e legale e dell'ufficio speciale per i controlli sul Por e dell'istituto vitevino. E ancora: alcuni locali che ospitano, sempre nel capoluogo, l'Ausl 6, la Corte dei Conti e l'Esa. E pure Castello Utveggio, che accoglie il Cerisdi, fa parte dei beni del fondo. A Catania, fra i gioielli sul mercato, c'è l'albergo centrale Europa, a Marsala ci sono i palazzi storici Grignani e Fici-Valenti. A Caltagirone la galleria d'arte contemporanea. Dall'operazione scaturirà un'immediata liquidità per l'amministrazione regionale che poi, conferiti i propri beni nel fondo, si riserverà l'opzione per tenerli in affitto, pagando un canone annuo fino all'8,5 per cento del valore dell'immobile. La società di gestione potrà collocare sul mercato quote comprese fra il 49 e il 100 percento del fondo. «Una quota significativa dice Emanuele resterà comunque alla Regione». E il fondo si andrà arricchendo con altri beni che la società mista Sicilia Patrimonio Immobiliare sta censendo: fra i 23 8 fabbricati, i 273 terreni, le 934 aree verdi individuate, ci sarebbero «gioielli» che neanche l'amministrazione sapeva di possedere. Pronti a finire sotto la griffe della P lunga.