Cinque raggruppamenti di imprese in corsa per gestire il fondo. Lunedì la scelta È UNO di quegli affari d'oro andati avanti in silenzio, mentre a rubare la scena della politica c'erano le prese di posizione clamorose sul governo Prodi e il chiacchiericcio dell'Ars. Il fondo immobiliare chiuso, come quello che la Regione costituirà insieme a uno dei cinque raggruppamenti di imprese finanziarie che hanno risposto al bando del 29 agosto, è uno degli investimenti più solidi concepiti dal mercato finanziario moderno. Nessuna formula di guadagno aggressiva, nessun rischio: il guadagno nasce dalla rivalutazione degli immobili contenuti nel fondo e dagli affitti che il fondo stesso, a cui carico va tutta la manutenzione degli immobili, riscuote dai propri inquilini. In questo caso, la Regione stessa. Un'operazione che, secondo le stime del mercato immobiliare, può garantire dai2ai4puntiper-centuali in più rispetto all'inflazione. E che ha fatto gola a molti operatori del settore: lunedì il dipartimento Bilancio della Regione sceglierà il socio privato. Sul piatto la Regione ha messo intanto un capitale di tutto rispetto: 238 fabbricati per complessivi 879 mila 451 metri quadri, oltre 8 mila 750 ettari di terreno suddiviso in 273 appezzamenti, e 934 boschi, per 41 mila ettari. Ma ci sono anche spiagge, edifici industriali e commerciali, complessi edilizi di particolare valore. Che trasformare potrebbe essere anche molto redditizio. Un esempio per tutti: l'ex base nato di Comiso, posseduta al 75 per cento dalla Regione (il resto, in via di acquisizione, è dell'amministrazione statunitense), che potrebbe diventare un grande insediamento turistico. Il censimento che la Psp ha condotto per conto della Sicilia patrimonio immobiliare, una spa regionale, è alle ultime battute: il valore dei soli edifici, considerando 900 euro a metro quadro, è di oltre 791 milioni di euro. Dall'altro lato, al bando emesso a fine agosto dal dipartimento Bilancio della Regione, hanno risposto cinque raggruppamenti di imprese. Bnl Fondi Immobiliari è capofila di quello che riunisce Nexia Crediop, Bnp Paribas e Ubs. Beni stabili gestioni è capofila del gruppo con Banca Imi e Lehman Brothers. Rif Fondi, società tedesca di gestione di fondi immobiliari, partecipa insieme a Deutsche Bank. Pirelli Real Estate è capofila della cordata che riunisce BancaIntesa, Caboto, Mcc e Capitalia. E infine Investire partecipa insieme alla società belga Fortezza. Il loro compito, secondo il bando, sarà«istituire e gestire uno o più fondi comuni di investimento immobiliare, riservati a investitori qualificati», come previsto dalla legge: banche, assicurazioni, altri fondi immobiliari. «Il fondo spiega il bandoinvestirà prevalentemente in immobili strumentali della Regione siciliana», dovrà «provvedere ai finanziamenti funzionali o connessi all'operazione», «collocare le quote del fondo per l'ammontare complessivo che verrà definito dalla Regione siciliana in un intervallo compreso tra il 49percento e il 100 percento del totale delle quote emesse, e ad un prezzo non inferiore del valore patrimoniale netto delle quote stesse, assumendosi la relativa garanzia del buon fine del collocamento della quote entro la data che sarà prefissata dalla regione siciliana». «Il Fondo e qui sta il businessconcluderà con la Regione un contratto di locazione per gli immobili strumentali trasferiti al fondo stesso». Pochi soldi, ma sicuri nel tempo: un affare da non lasciarsi scappare.