ATENE, novembre. Scavare, viaggiare, studiare: sono queste le tre linee guida della Scuola di Archeologia Italiana di Atene, unico Istituto all'estero per la ricerca e la specializzazione in campo archeologico. La Scuola, prestigiosa ed internazionalmente conosciuta, tra didattica e scavi forma da un secolo esperti, pubblica documenti, completa scavi e ne apre di nuovi in Grecia. Se la Scuola di Atene si appresta a festeggiare i cento anni di attività didattica e scientifica (fu fondata nel 1909), gli archeologi italiani scavano in Grecia da ben centovent'anni, da quando Federico Halbherr nel 1883 sbarcò ad Atene con una borsa di studio. Il giovane epigrafista di Rovereto, allievo della scuola di Firenze e del filologo Domenico Comparetti, giunto in Grecia, entra in contatto con il mondo culturale locale ed inizia a raccogliere epigrafi: negli stessi anni il tedesco Schliemann scava a Troia e poi a Micene. Dalla metà del diciannovesimo secolo molte Nazioni europee organizzano missioni di scavi nel giovane Stato greco, in sana competizione, per assicurarsi le concessioni in terreni ricchissimi di reperti archeologici. Halbherr mette a segno subito un eccezionale ritrovamento: nel 1884, sbarcato a Creta, ancora sotto il dominio ottomano, scopre la Grande Iscrizione, un'epigrafe lunga nove metri ed alta due di forma semicircolare con lettere alte cinque centimetri scolpite su 12 colonne di pietra. Siamo a Gortina, in una delle più grandi città del mondo antico con i suoi quattrocento ettari, ancora oggi interamente in concessione alla Scuola Archeologica Italiana di Atene dove operano ben sette missioni di varie università italiane: Bologna, Macerata, Milano, Padova, Palermo, Siena, Roma «La Sapienza». Ma la città è grande e le risorse finanziare che lo Stato Italiano mette a disposizione si rivelano irrisorie per manutenzione, protezione, restauro e controllo del territorio. Ma torniamo alla scoperta della Grande Iscrizione, un evento epocale che segua la base per le conoscenze istituzionali, sociali e legislative dell'antica Grecia, risalenti alla prima metà del V secolo a.C. Le «leggi di Gortina» rappresentano la base del diritto, rimaste per millenni a testimoniare un codice di civiltà per tutti i popoli dell'epoca. Essa costituisce il primo esempio dileggi codificate relative alla persone, alla famiglia e allo Stato, e si presume dovesse essere collocata nell'agora: uno spazio che si spera in futuro di definire e, magari, scavare. Dal ritrovamento di Gortina inizia la lunga avventura delle missioni archeologiche italiane a Creta, una ricerca che proseguirà, sempre per merito di Halbherr, con gli scavi di Haghia Triada, del palazzo di Festòs, della Patela di Priniàs (in questi giorni sono stati celebrati in un convegno ad Atene i cento anni di scavi italiani in questo sito). La Scuola oggi è situata nella nuova palazzina inaugurata nel 1975 all'ombra propizia dell'Acropoli e a poche centinaia di metri dal Partenone: qui gli allievi approfondiscono e studiano nell'ampia biblioteca ricca di ben cinquantamila volumi che con frequenza ospita convegni e seminari, confronti con le altre Scuole, giornate di studio che mostrano la grande apertura della Scuola nei confronti del dibattito scientifico internazionale. L'attuale edificio appartiene al Ministero degli Affari Esteri, mentre la Scuola è finanziata dal Ministero dei Beni Culturali. Gli allievi non seguono solo lezioni teoriche ma effettuano anche altrettante ore in attività di scavo nei siti archeologici dove opera la S.A.I.A. (Lemno, Creta, Peloponneso), e soprattutto e questo è forse l'aspetto più bello e affascinante della ricca esperienza triennale degli allievi sono tenuti a viaggiare per complessive 12 settimane nei siti archeologici della Grecia continentale, dell'Egeo e anche nel mondo greco dell'Asia Minore. La Scuola è diretta da cinque anni (ottobre 2000) dal Professor Emanuele Greco che ad Atene dirige uno staff di dieci persone, tra archivisti, bibliotecari e amministrativi. L'attività editoriale in questi anni si è ulteriormente accresciuta. Oltre alle Monografie, la Scuola pubblica una nuova collana dal titolo «Tripodes» (sono già 5 i volumi pubblicati ed altri in uscita o in cantiere), un Notiziario semestrale che informa con rapidità sulle attività di didattiche e di ricerca e un Rapporto Annuale amministrativo. E non mancano i progetti per una nuova collana che presto vedrà la luce, forse già dal nuovo anno, che sancirà il legame che il nuovo direttore ha voluto stringere con la città. La maggior parte dei Paesi hanno concessioni in diversi siti archeologici dove portare avanti le proprie ricerche. La complessa legislazione locale in tema di concessioni rinnovabili annualmente e collaborazioni tra scuole straniere ed archeologi greci ha suddiviso il territorio nazionale in un reticolo di scavi a macchia di leopardo, definiti oramai da oltre un secolo: se i tedeschi scavano ad Olimpia ed alla necropoli del Ceramico ad Atene, gli italiani lavorano a Creta, nel Nord Egeo, nel Dodecanneso ed ora anche nel Peloponneso, gli americani nell'Agorà di Atene e a Pylos, i francesi a Delfi e a Delo, per ricordare solo le scuole e i siti più importanti. Solo ed esclusivamente ai Greci è invece riservato di lavorare sulla rocca dell'Acropoli di Atene, luogo simbolo dell'archeologia mondiale. Cent'anni di vita sono un traguardo importante. Lo sono soprattutto volgendo lo sguardo al passato, con l'elenco delle scoperte e degli scavi, con le centinaia di ricercatori approdati sulle rive dell'Egeo alla ricerca di conferme e di sogni, con la consapevolezza di aver formato esperti e docenti che oggi ricoprono posti chiave nelle Università e nelle Sovrintendenze, con le nuove leve sempre più specializzate e motivate: ma per il futuro, perché questo programma intenso continui e progredisca in qualità sono necessari fondi sicuri. Lo staff spera nell'attuazione della riforma Moratti sulle Scuole di Specializzazione che entrerà in vigore il prossimo anno: i corsi passeranno da triennali a biennali e la Scuola di Atene dovrà necessariamente adeguarsi modificando la Legge 118 del 16 marzo 1987 che equipara il diploma della Scuola di Specializzazione di Atene a quello rilasciato dalle Università italiane.
I cento anni della Scuola di Archeologia Italiana di Atene. Presenza prestigiosa in una terra dalla storia plurimillenaria
La Scuola di Archeologia Italiana di Atene, fondata nel 1909, è un istituto unico all'estero per la ricerca e la specializzazione in campo archeologico. La Scuola è stata fondata da Federico Halbherr, un giovane epigrafista di Rovereto, che ha iniziato a scavare in Grecia negli stessi anni in cui il tedesco Schliemann scava a Troia e poi a Micene. Halbherr ha scoperto la Grande Iscrizione a Gortina, una delle più grandi città dell'antica Grecia, e ha iniziato una lunga avventura delle missioni archeologiche italiane a Creta.
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