I cittadini chiamati ad agire direttamente per la salvaguardia ambientale del nostro Paese e delle nostre città. Il patrimonio artistico e naturale italiano è un bene comune. Per questo gli italiani ne sono tutti responsabili. Domenica 26 novembre torna per il quarto anno consecutivo "Dietro le quinte della tua città", giornata nazionale di raccolta fondi promossa dal Fai - Fondo per l'Ambiente Italiano - realizzata in collaborazione con Telecom Progetto Italia. La quarta edizione di "Dietro le quinte della tua città" avrà luogo nei teatri e nei palazzi più prestigiosi di quaranta città italiane, dove studiosi e relatori del mondo della cultura, dello spettacolo e della moda racconteranno storie di personaggi del nostro passato più o meno lontano. La storia di ogni città è infatti legata alla vita dei suoi cittadini: personaggi noti e meno noti intrecciano da sempre passioni e ambizioni, nobili ideali e curiosità intellettuali. Storie moderne del nostro passato: a Roma, presso il Teatro Quirino, domenica 26 novembre alle ore 11.30, Corrado Augias, giornalista e scrittore e Anna Maria Ciarallo, direttrice del Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza di Pompei, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Pompei, sveleranno i segreti culinari degli antichi romani in "Trimalcione, a tavola con il Fai". Punto di partenza sarà la descrizione di Petronio (I sec. d.C.) nel Satyricon della cena di Trimalcione: un personaggio diventato l'icona del villano per eccellenza, dell'arricchito di umili origini, immerso nel più plateale edonismo. Anche se il racconto è volutamente esagerato, tutto teso ad enfatizzare la grossolanità del personaggio, il Satyricon ci permette di capire quanto il cibo, ma ancora di più la scenografia ad esso legata, all'epoca fosse una discriminante sociale molto utilizzata e ci offre una delle rare possibilità di conoscere il gusto culinario dei Romani "Tornando all'antipasto, su un grande vassoio era sistemato un asinello, di bronzo corinzio, che portava una bisaccia a due tasche, delle quali l'una conteneva olive chiare l'altra scure... Dei piccoli sostegni, poi, saldati al piano del vassoio, sorreggevano dei ghiri spalmati di miele e cosparsi di polvere di papavero. Non mancavano anche delle salsicce che friggevano sopra una griglia d'argento e sotto la griglia prugne siriane con chicchi di melagrana... Seguì una portata: si trattava di un vassoio rotondo che aveva disposti, uno dopo l'altro, in circolo, i dodici segni zodiacali, sopra ciascuno dei quali il maestro di cucina aveva sistemato il cibo proprio e adatto al referente... Accorsero poi saltellando a tempo di musica quattro camerieri e tolsero la parte superiore del trionfo. Compiuta questa operazione, scorgiamo nella parte più bassa pollame e ventri di scrofa ed in mezzo una lepre, provvista di ali, in modo da sembrare un Pegaso... e già era stato sistemato sulla tavola un trionfo contornato da alcune focacce, il cui centro era occupato da un Priapo, realizzato da un pasticcere, che secondo l'iconografia consueta teneva nel suo ampio grembo ogni sorta di frutti e di grappoli... Concesso quindi un momento di calma, Trimalcione fece servire i dolci, consistenti in tordi fatti di farina di segale impastata, farciti di uva passa e noci. Fecero loro seguito anche delle mele cotogne su cui erano confitte delle spine, in modo da sembrare dei ricci di mare. Per l'occasione Anna Maria Ciarallo, direttrice del Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza di Pompei che da anni studia l'uso delle risorse naturali da parte degli antichi abitanti delle città sepolti dall'eruzione del 79 d. C., illustrerà interessanti sperimentazioni volte a conoscere meglio i sistemi di coltivazione, cottura e di conservazione dei cibi in epoca antica. A seguire si potrà godere di una degustazione di cibi dell'antica Roma e per gli intervenuti verrà imbandita una tavola con uova di quaglia all'oxigarum, ricotta condita, pasticcio di olive. mostaccioli al vino cotto e mulsum, il vino dell'antica Roma, al sapore di miele. MECENATE CON UN EURO A NATALE REGALA UN'ADESIONE. ROMA. Sono passati venti secoli da quando Mecenate scelse di dedicare la propria vita al sostegno della cultura. Oggi la tutela di palazzi, affreschi, boschi, giardini e monumenti di grande valore storico compito di tutti. Il Fai chiede un contributo minimo, anche di un solo euro, come atto d'amore dei privati cittadini nei confronti della cultura e dell'ambiente. In vista delle vacanze natalizie e del clima da regali e generosità, l'organismo propone un dono che non ha prezzo un'adesione al FAI. Scegliendola sarà possibile donare a una persona. cara numerose opportunità culturali e l'emozione e il piacere di difendere i tesori artistici e naturali italiani. Si tratta di un regalo che vale un patrimonio, come recita lo slogan promozionale. Un piccolo contributo per salvare dall'incuria e dal degrado opere e strutture che fanno parte a pieno titolo del tesoro culturale e artistico italiano. Info 02 4676151 www.fondoambiente.it