Gli indizi chiariscono in maniera «inequivocabile» che la Venere di Morgantina e il Bronzo di Fano attribuito a Lisippo che il Getty Museum di Los Angeles non vuole restituire «sono stati trafugati in Italia». Il ministro della cultura Francesco Rutelli è molto sicuro di sé mentre risponde alle domande dei cronisti americani. In mano ha i vecchi verbali dei carabinieri dei Beni Culturali. E anche un dossier, che racconta delle vicende giudiziarie aperte dalla magistratura italiana molti anni fa. La realtà è chiara, ribadisce Rutelli, il Getty può attaccarsi ai formalismi, riuscire comunque a tenersi le due statue. Ma non sarebbe giusto. Anche se i procedimenti avviati in passato dalla magistratura italiana non hanno dato frutti. E tanto più che proprio il fondatore del Getty Paul Getty senior, si rifiutò finché era in vita di comperare la statua di Lisippo, perché non c'erano i documenti che ne attestavano la provenienza legale. «Poi morto lui la statua fu acquisita dal suo museo». Insomma, sottolinea accanto al ministro il comandante dei Carabinieri dei Beni Culturali Ugo Zottin. «L'Italia non si è certo svegliata adesso», tanto più che le battaglie legali per recuperare i due capolavori sono state avviate da decenni. Per il Bronzo di Fano in particolare, racconta il generale, la vicenda giudiziaria è cominciata almeno trent'anni fa, un po' di tempo dopo la pesca miracolosa nel mare della cittadina marchigiana. Era l'alba di un venerdì del 1964, quando Romeo Pirani, capitano del peschereccio «Ferruccio Ferri» tirò le reti in un punto di mare piuttosto scoglioso e anziché il pesce si trovò davanti «una statua di bronzo senza piedi, tutta incrostata, simile ad un palombaro» rivelatasi poi l'unica opera del grande scultore di Alessandro il Macedone giunta fino a noi. Secondo il pescatore. morto con i suoi segreti nel 2004, il peschereccio si trovava in quel momento in acque extraterritoriali. Ma questo particolare, al quale si attaccano oggi i legali del Getty non è mai stato dimostrato. Il bronzo fu imbarcato e portato a riva, dove i pescatori si riunirono per decidere il da farsi: «Non sapevamo niente di niente raccontò qualche anno fa Pirani tantomeno conoscevamo il valore del reperto. Così nascondemmo il bronzo in un campo di cavoli fino all'inizio dell'anno nuovo. Volevamo venderlo e abbiamo fatto circolare una sua fotografia. A gennaio si è presentato un signore di cui non so il nome, che l'ha comprato per tre milioni e mezzo. Ce li siamo spartiti fra noi». Solo dopo hanno saputo «che il bronzo era andato a Gubbio». Fin qui il racconto del pescatore. La realtà, spiega oggi il comandante Zottin, è che la statua finì veramente nelle mani dl un antiquario di Gubbio, che poi la rivendette. Nella vicenda venne coinvolto anche un sacerdote che per un certo periodo ospitò il reperto nella canonica della sua chiesa. Dopodichè il bronzo venne esportato illegalmente ("non ci sono documenti che provano la sua esportazione legale», sottolinea Zottin) e portato in Svizzera, poi a Francoforte e infine negli Usa, dove il Getty lo comprò per 4 miliardi e 750 milioni di lire. Già dal 1965 però la magistratura italiana aveva aperto un procedimento penale nei confronti dei tre fratelli pescatori (per ricettazione) e del sacerdote (per favoreggiamento). Ma la vicenda finì con un nulla di fatto. Se ora per la restituzione della Venere di Morgantina qualche apertura c'è, per il Bronzo, il museo di Los Angeles ripete: «Crediamo fermamente che l'emozione non possa avere la meglio rispetto alle prove sostanziali che confermano l'appartenenza della statua al Getty Museum», risponde oggi a Rutelli il direttore Brand. Compreso il fatto, ribadisce, «che questa statua greca fu acquisita dal Getty Museum solo dopo che le autorità giudiziarie italiane hanno dichiarato che non esisteva nessuna prova che appartenesse all'Italia». Di più: secondo Brand «i rappresentanti del Ministero ci hanno ripetutamente detto che l'Italia non ha nessun diritto di proprietà relativo alla statua».
Lisippo, avventure di un bronzo
Il ministro della cultura Francesco Rutelli ha affermato che la Venere di Morgantina e il Bronzo di Fano, attribuiti a Lisippo, sono stati trafugati in Italia. Rutelli ha presentato documenti e un dossier giudiziario per dimostrare che il Getty Museum di Los Angeles non ha diritto di proprietà sulla statua. Il Bronzo di Fano fu trovato in acque extraterritoriali nel 1964 e fu venduto a un antiquario di Gubbio, che poi lo rivendette al Getty Museum per 4 miliardi e 750 milioni di lire. La magistratura italiana aveva aperto un procedimento penale nel 1965, ma la vicenda finì con un nulla di fatto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo