Dopo 18 anni di chiusura e nove di intensi lavori di restauro e allestimento, riapre a Torino, il 16 dicembre, Palazzo Madama, splendida dimora dalla facciata juvarriana che dal 1934 ospita le collezioni del Museo Civico di Arte Antica. Presentato a Roma, l'evento ha una valenza nazionale: le raccolte di Palazzo Madama sono tra le più importanti d'Italia. In tutto 70mila opere, di cui quattromila esposte tra dipinti (i più famosi quelli di Antonello da Messina e Van Dyck), arredi, sculture, tessuti, ceramiche, in un allestimento che dialoga con l'edificio di grande complessità architettonica, al centro di Piazza Castello. E' finita la silenziosa tolleranza contro autorevoli musei che espongono opere trafugate». Il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli esprime «delusione e sorpresa» per l'esito - negativo - della trattativa in corso con il Getty Museum di Malibu, che vede come oggetto di contesa la proprietà diventi statue tra cui la Venere di Morgantina e soprattutto dell'Atleta Vittorioso, attribuito a Lisippo . «Ci dispiace - ha aggiunto Rutelli - che il negoziato positivo e collaborativo sia giunto a una dichiarazione unilaterale di Brand e che sia stato richiesto un accordo su una materia che è oggetto di discussione». E di fronte al diffuso sentimento di amarezza per la mancata restituzione delle opere esposte al Getty Museum, Rutelli ha fatto sapere che «l'inchiesta condotta dalla magistratura competente è ancora in corso e per ora non sono state definite contromisure da adottare qualora il contenzioso persista». Nella lettera inviata a Rutelli, il direttore del museo di Malibu, Michael Brand, si appellava al fatto che «l'Italia non abbia mai dimostrato di essere proprietaria delle due statue in questione». Ieri dopo la conferenza stampa del ministro italiano il direttore del Getty ha inviato una replica, ribadendo in parte la propria posizione: «Ci rendiamo conto che è una questione che coinvolge i sentimenti», si legge nella nota. «Siamo convinti che le richieste emotive non possano cancellare la solida evidenza che il Getty Museum sia proprietario della statua». Secondo Brand, il ritrovamento dell'Atleta Vittorioso sarebbe avvenuto in acque internazionali, mentre un verbale dei carabinieri risalente al 1977 mostrato da Rutelli, attesterebbe che la statua è stata rinvenuta al largo della costa di Fano, in acque italiane. Era l'alba di un venerdì, quando Romeo Pirani, capitano del peschereccio Ferruccio Ferri tirò le reti in un punto di mare piuttosto scoglioso e al posto del pesce si trovò davanti "una statua di bronzo senza piedi, tutta incrostata, simile a un palombaro". Il ministro Rutelli, invece, ha ricordato che l'opera sia stata acquistata dallo stesso Brand in Italia, probabilmente da trafficanti che invece di consegnarla allo stato, l'avrebbero nascosta per anni e poi rivenduta illegalmente. «Può un grande museo esporre opere evidentemente rubate? L'evidenza morale è travolgente. Il Getty è una grande istituzione con la quale auspichiamo di continuare a lavorare. Io stesso qualora venissi a sapere che in un nostro museo ci fossero opere trafugate da paesi stranieri, farei di tutto per rimandarle a casa». Rutelli partirà la prossima settimana per gli Stati Uniti: in agenda la visita prima al Metropolitan Museum di New York e successivamente al Fine Arts Museum di Boston, per definire le condizioni del prestito di alcune opere d'arte italiane. Brand intanto si è già detto disponibile a un incontro con il ministro: «È in nome di quanti apprezzano l'arte e la storia che dobbiamo trovare una soluzione anche se i rappresentanti del Ministero ci hanno ripetutamente detto che l'Italia non ha nessun diritto di proprietà relativo alla statua».