Una nuova scoperta è affiorata dalle pareti del monastero dei Santi Quattro Coronati, l'antica fortezza risalente al VI secolo, che sorge nascosta e solitaria sul Colle Celio. Una serie di dipinti straordinari, che risalgono al XIII secolo, sono venuti alla luce durante i lavori di restauro pittorico durati nove anni e appena conclusi al primo piano del monastero-fortezza dedicata a quattro martiri della persecuzione di Diocleziano e che dalla fine del XVI secolo ospita un convento delle monache Agostiniane. «Una scoperta straordinaria - afferma il ministro ai Beni Culturali, Francesco Rutelli - L'Italia non finisce mai di regalarci sbalorditive sorprese. Per questo noi vorremmo regalare agli italiani una cultura sempre aperta a tutti». Così, dalla prossima primavera, il monastero dei Santi Quattro Coronati, solitario e quasi coperto dal tetto delle case adiacenti, diventerà una sorta di museo aperto al pubblico. Gli affreschi ducenteschi fino a quel momento sepolti sotto sette strati di calce saranno visibili e potranno essere ammirati da tutti, romani e non. I dipinti venuti alla luce raffigurano i dodici mesi dell'anno, i vizi, le figure delle arti (la Grammatica, la Geometria, la Musica, la Matematica, l'Astronomia). Ma anche le stagioni con i Venti, un paesaggio marino, i segni zodiacali, le Costellazioni. Si tratta di una delle opere più importanti della pittura italiana del Duecento, come dimostra l'eccellente stato di conservazione, la ricchezza del repertorio, la vivacità dei colori, ma soprattutto l'alto livello di esecuzione dei dipinti. «Questa scoperta è la testimonianza di uno straordinario patrimonio che cresce - prosegue il ministro Rutelli - Su cui occorre investire più risorse e che vogliamo sempre più aperto e fruibile. L'Italia è un'infinita scoperta». Gli affreschi del monastero dei Santi Quattro Coronati rappresentano però solo l'ultimo dei grandi restauri di cui è protagonista Roma. Solo due giorni fa, infatti, una delle star dei musei capitolini, la Medusa, ideata e scolpita dal maestro Bernini e restaurata da Tuccio Sante Guido e Giuseppe Mantella, è venuta alla luce dopo quattro mesi di restauro. Ed ora in tutta la sua bellezza si può ammirare nella grande sala degli Arazzi. A giorni invece inizieranno i lavori per la rinascita del tempio Portunus, che tutti a Roma chiamano il tempio della fortuna Virile, proprio davanti al Tevere in Campo Boario. Nel frattempo il primo ciclo di affreschi restaurati con 170 mila euro forniti dalla sovrintendenza nel 2005 saranno esposti a Palazzo Massimo dal 28 novembre prima di essere ricollocati sulla parete di fondo a restauri ultimati.