Il Comitato del Patrimonio mondiale UNESCO ha riconosciuto un 37 sito italiano. Si tratta di località del Piemonte e della Lombardia, identificate adesso come Sito Sacri Monti piemontesi e lombardi A Parigi si è riunito dal 27 giugno al 5 luglio il Comitato del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Anche quest'anno l'Italia è riuscita ad ottenere un riconoscimento ed in questo caso il Comitato ha iscritto nella categoria dei beni culturali della Lista del Patrimonio Mondiale i "Sacri Monti piemontesi e lombardi. Il sito che comprende il Sacro Monte o "Nuova Gerusalemme" di Varallo Sesia, Sacro Monte di Santa Maria Assunta di Serralunga di Crea, Sacro Monte di San Francesco di Orta San Giulio, Sacro Monte della Beata Vergine di Oropa, Sacro Monte della Santissima Trinità di Ghiffa, Sacro Monte Calvario di Domodossola, Sacro Monte di Belmonte di Valperga Canavese in Piemonte e il Sacro Monte del Rosario di Varese e Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso di Ossuccio in Lombardia, è stato iscritto con le seguenti motivazioni: "La realizzazione di architetture e di opere d'arte sacra nell'ambito di un paesaggio naturale con obiettivi didattici e spirituali ha raggiunto la sua più importante espressione nei Sacri Monti dell'Italia settentrionale. Gli esempi italiani hanno svolto anche un ruolo determinante negli sviluppi successivi di questa tipologia in altre parti d'Europa. In un momento critico nella storia della Chiesa Cattolica, la promozione dei valori spirituali, posta alla base dei programmi costruttivi dei Sacri Monti, è stata attuata attraverso una riuscita integrazione di architettura ed arti visive in contesti paesaggistici di grande bellezza." Il Sottosegretario Nicola Bono, appresa la notizia, ha dichiarato: "Questa iscrizione, che porta a 37 i siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO è un'ulteriore conferma che il nostro Paese offre risorse artistiche, culturali e naturali, patrimonio di tutto il pianeta. Per ottenere il riconoscimento è stato necessario predisporre un Piano di gestione del sito, strumento indispensabile per organizzare tutte le risorse del territorio e creare le indispensabili premesse per lo sviluppo del turismo culturale. Le politiche di valorizzazione e tutela che stiamo portando avanti in tutti i nostri siti hanno come obiettivo primario il coinvolgimento di tutte le realtà produttive e culturali che possano concorrere allo sviluppo economico e sociale del Paese." Questa è stata la 27 sessione del Comitato che gestisce la Lista del patrimonio mondiale e che è stato istituito nel 1972 quando è stata adottata dalla Conferenza Generale degli Stati Membri dell'UNESCO la Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale . Nella Lista sono inseriti i beni culturali o naturali che hanno un "valore universale eccezionale" dal punto di vista storico, artistico o scientifico. L'UNESCO ha così, nell'arco di un anno, concesso il suo riconoscimento alle due punte estreme d'Italia. l'anno scorso è stato riconosciuto il Sito Val di Noto che comprende otto comuni del sud, caratterizzati da una unica architettura tardo barocca, vicini ad un mare altrettanto unico, quest'anno a delle architetture sacre in un contesto montano del nord.
I Sacri Monti piemontesi e lombardi riconosciuti patrimonio dell'umanità
Il Comitato del Patrimonio mondiale dell'UNESCO ha riconosciuto 37 siti italiani come Siti Sacri Monti piemontesi e lombardi. I siti sono stati identificati in Piemonte e Lombardia e comprendono architetture sacre come il Sacro Monte di Varallo Sesia, il Sacro Monte di Santa Maria Assunta di Serralunga di Crea e il Sacro Monte della Beata Vergine di Oropa. La motivazione per la loro iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale è stata la loro importanza storica e artistica, nonché il loro ruolo nel promuovere i valori spirituali e la didattica.
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