È senz'altro positivo il bilancio della mostra «Uno sguardo oltre le mura: Parma dall'età della Sinistra storica al nuovo secolo 1876-1900», che dopo circa un mese ha chiuso i battenti a Palazzo Pigorini. Dopo che nel 2005 si era puntato sull'addio al Ducato e sul periodo della destra storica, quest'anno si è invece guardato all'età immediatamente successiva, nella quale Parma ha di fatto cominciato il suo itinerario di «città moderna» nell'Italia unita: i visitatori dell'esposizione (promossa dall'Istituzione Biblioteche del Comune con l'Assessorato comunale alle Politiche culturali e l'Istituto per i Beni culturali dell'Emilia Roma-gna, con la collaborazione e il sostegno di numerose istituzioni e sponsor) hanno potuto vedere periodici, libri, opuscoli, fotografie, cartoline, quadri, manifesti, bozzetti, cimeli, oggetti d'arte e tanto altro, tutti tasselli di un affascinante mosaico storico-sociale. Buon riscontro anche per le iniziative pensate per le scuole: per le classi le visite guidate gratuite su prenotazione, e per gli insegnanti il corso d'aggiornamento «Parma di fine Ottocento» riconosciuto dall'Ufficio scolastico provinciale. «Personalmente sono molto soddisfatto di come sono andate le cose - commenta il presidente dell'Istituzione Biblioteche del Comune, Fiorenzo Sicuri - anche perché sia con la mostra dell'anno scorso sia con quella di quest'anno abbiamo cominciato ad osservare periodi storici di Parma in genere poco battuti. Abbiamo iniziato ad arare campi che non erano ancora stati dissodati, o che lo erano stati poco: e abbiamo trovato parecchie cose davvero interessanti». Ora l'idea sarebbe quella di continuare, dedicandosi stavolta all'avvio del Novecento: «Ci piacerebbe realizzare una terza mostra, concentrandoci sugli anni dal 1900 al 1918: dall'età giolittiana alla prima guerra mondiale. Un'epoca molto interessante e anch'essa per parecchi aspetti poco conosciuta -spiega Sicuri - che porta Parma ad essere una delle province con il maggiore sviluppo economico della valle padana». La formula sarebbe la stessa dei due «capitoli» precedenti: sempre una mostra documentaria con un dovizioso catalogo, dunque, in modo da arricchire ulteriormente la messe di materiali raccolti e schedati, strumenti indispensabili per qual-siasi approfondimento storiografico. «Credo che mostre del genere funzionino, e che siano importanti proprio perché scavano in periodi poco scandagliati ma comunque significativi del nostro passato. Parma - conclude il presidente dell'Istituzione Biblioteche - è effettivamente una città ricca di storia; e lo è non solo nei suoi punti più alti e più noti, a partire dal Ducato, ma anche in molti altri».