Sinnaì. Custoditi in un museo privato monete, asce di pietra e monili di età prenuragica Sequestrati 296 reperti, denunciato un sessantacinquenne fu1 Un sessantacinquenne dovrà rispondere di ricettazione e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. Aveva in casa un ricchissimo museo privato: poco meno di trecento reperti, 296 per la precisione, che raccontano qualche millennio di storia della Sardegna. Tra i pezzi forti, asce di pietra e monili di età prenuragica, teste di mazza e macine di età nuragica, monete di epoca romana. La passione per il collezionismo archeologico è costata cara a B. D., 65 anni, di Sinnai, finito nel mirino del comando provinciale della Guardia di finanza di Cagliari: oltre a sequestrargli il tesoro, gli uomini delle Fiamme gialle l'hanno denunciato. L'uomo dovrà rispondere di ricettazione e im-possessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. le indagini. Indagini lunghe e complicate, quelle chiuse dai militari qualche giorno fa con una doppia perquisizione in due case intestate al collezionista. Del quale ora andrà chiarito il ruolo: capire se era lui in prima persona a procurarsi i reperti o se li acquistasse da qualche tombarolo, ma anche accertare se il progetto fosse di tenerli per sé o piuttosto, come sospettano le Fiamme gialle, affidarne almeno una parte a qualche persona di fiducia per smerciarla clandestinamente. Non è facile, per gli investigatori, acquisire informazioni utili sul fiorente mercato dei reperti archeologici: si tratta di operare, sottolinea il comunicato stampa diramato ieri dai militari, in un «comparto caratterizzato da un'omertà e una diffidenza difficilmente penetrabili». E un altro ostacolo è rappresentato dalla legislazione: a differenza di quanto accade per il traffico d'armi e per quello di stupefacenti, le forze dell'ordine non possono compiere perquisizioni di propria iniziativa. Occorre sempre un decreto da parte del pm, al quale gli investigatori devono documentare il sospetto concreto prima di ottenere il mandato. i risultati. Il sequestro messo a segno a Sinnai ha dell'eccezionale. Sia per la consistenza numerica del patrimonio pubblico recuperato, sia per la qualità di alcuni pezzi. I funzionari della Soprintendenza archeologica delle province di Cagliari e Oristano, invitati dai finanzieri a esprimere una valutazione sul tesoro, hanno definito i reperti ritrovati «di rilevante interesse archeologico» e si sono entusiasmati, in particolare, per le teste di mazza e le macine di età nuragica, le monete romane in bronzo e ferro, le asce di pietra e i monili di epoca prenuragica. (m. n.)
Cagliari, provincia: In trappola il collezionista-archeologo
Un sessantacinquenne di Sinnai, B. D., è stato denunciato per ricettazione e impossessamento illecito di beni culturali. Il suo museo privato, contenente oltre 300 reperti, è stato sequestrato dalla Guardia di finanza. Tra i reperti, asce di pietra, monili di età prenuragica, teste di mazza e macine di età nuragica, monete di epoca romana. Le indagini stanno cercando di capire se B. D. sia stato lui a procurarsi i reperti o se li abbia acquistato da un tombarolo. La legislazione impedisce alle forze dell'ordine di compiere perquisizioni di propria iniziativa, quindi è necessario un decreto del pm per ottenere il mandato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo