Vulci, Fossanova e Tivoli: questi i primi tre "attrattori culturali" cui saranno destinate le risorse concertate dall'accordo di programma quadro Governo-Regione Lazio per l'intervento finanziario comune sulle tre grandi aree collegate. Scopo del patto, restituire a chi vive nel Lazio l'orgoglio del proprio territorio; dare ai turisti la possibilità di conoscere, accedere e godere del patrimonio del Lazio; valorizzare tre aree ad altissima concentrazione di beni e attività culturali. «Questo accordo di programma quadro non è un punto d'arrivo, ma un punto di partenza - ha dichiarato l'assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della regione Lazio, Giulia Rodano - Ai comuni, alle province, alle comunità chiediamo infatti di raccogliere la sfida, di seguirci e cogliere l'occasione di rilancio del proprio territorio rappresentata da quasi 27 milioni di euro di finanziamento. Non devono più sentirsi figli minori di Roma, ma concepire il proprio patrimonio archeologico, architettonico e artistico sia quale volano di sviluppo per l'economia e il turismo che come opportunità di ricostruzione dell'identità stessa della cittadinanza del Lazio».
LAZIO: Fondi per tre "gioielli" da rilanciare
Vulci, Fossanova e Tivoli: questi i primi tre "attrattori culturali" cui saranno destinate le risorse concertate dall'accordo di programma quadro Governo-Regione Lazio per l'intervento finanziario comune sulle tre grandi aree collegate. Scopo del patto, restituire a chi vive nel Lazio l'orgoglio del proprio territorio; dare ai turisti la possibilità di conoscere, accedere e godere del patrimonio del Lazio; valorizzare tre aree ad altissima concentrazione di beni e attività culturali. Questo accordo di programma quadro non è un punto d'arrivo, ma un punto di partenza - ha dichiarato l'assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della regione Lazio, Giulia Rodano - Ai comuni, alle province, alle comunità chiediamo infatti di raccogliere la sfida, di seguirci e cogliere l'occasione di rilancio del proprio territorio rappresentata da quasi 27 milioni di euro di finanziamento. Non devono più sentirsi figli minori di Roma, ma concepire il proprio patrimonio archeologico, architettonico e artistico sia quale volano di sviluppo per l'economia e il turismo che come opportunità di ricostruzione dell'identità stessa della cittadinanza del Lazio.
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