TODI - Polemico dibattito aperto a Todi sulla restituzione di alcune importanti tele di Ferraù da Faenza, noto come il Faenzone, esposte dal 1997 fino a pochi giorni fa nella pinacoteca del Museo civico ed ora tornate nella proprietà della Sagrestia della Concattedrale di Todi. A tentare di placare l'"animus pugnandi" di alcuni cittadini che si sono visti spogliati di un bene considerato comunque della comunità e che temono che le tele saranno relegate all'interno della galleria privata del Palazzo Vescovile, il sindaco in persona. Catiuscia Marini nel tentativo di chiarire gli aspetti dell'operazione, ha emesso un documento nel quale si ripercorre tutta la vicenda legata alla acquisizione da parte del comune delle cinque importanti grandi tele (tutte tra i mt.3,50 ed i 2,20) realizzate tra il 1597 ed il 1599 per le edicole degli altari fatti costruire all'epoca dal vescovo Angelo Cesi lungo la navata sinistra della cattedrale. «Di lì - dice il sindaco - le tele furono spostate alla metà dell'800 e custodite in San Fortunato, dove il comune, proprietario della chiesa, le ha conservate e custodite per 150 anni. Alla fine degli anni '80 del secolo scorso d'intesa con la soprintendenza il comune procedette al loro restauro utilizzando fondi pubblici derivanti dalla legge speciale per Todi. Nel 1994 fu stipulato un contratto di comodato novennale con la diocesi che consentiva l'esposizione delle tele nella allora ancora non allestita pinacoteca comunale che fu riaperta al pubblico nel 1997, dove furono degnamente valorizzate». «Nel 1999 - prosegue il sindaco - la diocesi fece richiesta delle tele, nel 2003 la Sagrestia della Concattedrale attraverso un legale di fiducia ne chiese l'immediata restituzione». «Visto che la cattedrale non ha i requisiti richiesti per l'esposizione - conclude Marini - speriamo che si trovi una idonea collocazione fruibile da cittadini e turisti».
TODI Tele contese tra vescovo e museo
Il sindaco di Todi, Catiuscia Marini, ha spiegato la situazione delle cinque tele di Ferraù da Faenza, esposte nel Museo civico dal 1997, e ora restituite alla Sagrestia della Concattedrale. Le tele furono acquistate dal comune nel 1994 e restaurate con fondi pubblici. Nel 1999, la diocesi chiese l'immediata restituzione, ma la cattedrale non ha i requisiti per l'esposizione. Il sindaco spera che le tele trovino una collocazione fruibile per i cittadini e i turisti. La polemica è stata causata da alcuni cittadini che si sentivano spogliati di un bene considerato comunitario.
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