ARTE TRAFUGATA Dopo il «no» del Museo, il ministro ribadisce: basta con la «tolleranza silenziosa». E Brand propone un incontro ------------------------------------------ Dopo lo schiaffo del Getty Museum che succede? Il suo direttore Michael Brand rifiuta di restituire un gruppo di 21 antichità sulle 46 rivendicate dall'Italia perché trafugate, è disposto a darne altre 26, ma ha rotto le trattative. Risposta: tra un impensabile porgere l'altra guancia o un dare «sganascioni» con embargo a mostre e collaborazioni scientifiche, il ministro per i Beni culturali Rutelli sceglie una terza via. Per ora non pronuncia la parola embargo, il «confronto è sospeso», la ripresa del negoziato dipende dagli americani, ma non si torna indietro, diano quel che devono. La magistratura seguirà comunque il suo corso. «Se vogliono restituire 26 opere che già hanno accettato di definire trafugate, ben venga: possono farlo attraverso la magistratura. Ma il nostro dovere è chiarire che i musei che espongono opere trafugate dall'Italia devono restituirle. Per troppo tempo nel mondo si è accettato con indifferenza, anche in casa nostra, un grande traffico delle antichità rubate. La tolleranza silenziosa è finita». Annota Rutelli - il Getty può uscire con onore e dignità dall'impasse solo restituendo. Accertamenti e richieste continueranno: negli Usa ora si tratta con i musei di Cleveland, Princeton, collezionisti privati ma, dice Rutelli, nessuno scatenerà tsunami artistici rimettendo in discussione situazioni storiche. Del genere: gli affreschi pompeiani al Louvre, presi da Napoleone, là restano. Invece il Getty deve riconsegnare quanto richiesto, a partire dai due capolavori contesi: la Venere - Afrodite di Morgantina, statua in tufo calcareo scavata in Sicilia dai tombaroli, smerciata da un mercante svizzero condannato nel 2001 dal tribunale di Enna, venduta al Getty per 10 milioni di dollari; e l'oggetto che ha scatenato la furia del museo, l'atleta bronzeo dello scultore greco Lisippo, pescato davanti a Fano. Tra le antichità contese ci sono anfore a figure rosse, un cratere a figure rosse fumato da Syriskos, coppe attiche a figure nere, statue mutile, teste... (ma le opere d'origine «dubbia» al Getty ammontano a un 350 circa, e per 30-40 già si preparano le procedure). Il dicastero rinuncia a 6 dei 52 pezzi, il Getty ne offre un 26 (secondo il museo, in verità 25 più un frammento per il dicastero) ma ne nega 21. È disposto a valutare la Venere ma per l'atleta alza barricate: perché - sostiene Brand - pescato in acque internazionali e per la legge italiana solo ciò che emerge da acque e territorio nazionali è dello Stato. L'atleta diventa il casus belli. Il generale del nucleo dei carabinieri del patrimonio artistico, Zottin, sintetizza (e ne diamo una sintesi): il Lisippo raccolto da un peschereccio italiano è stato nascosto e interrato in Italia, se n'è occupato già il tribunale di Perugia nel '65, nel '73 la statua appare da un ricettatore a Monaco di Baviera. Il petroliere fondatore del Getty, J. Paul, lo avrebbe voluto comprare ma aveva dubbi sulla legittimità dell'acquisto; dubbi che, dopo la sua morte, il museo non ha avuto. Per esportarlo - ricorda Zottin - serviva il permesso della soprintendenza, questa è un'esportazione illegale e, inoltre, non è affatto provato che fosse in acque internazionali. Replica subito Brand: «L'ultimatum è italiano, noi abbiamo fatto sostanziali compromessi» con i 26 oggetti dell'accordo del 5 ottobre (macché accordo - dice Rutelli - era una bozza). Brand almeno concede: è opportuno «continuare il dialogo per un mutuo accordo di collaborazione» e, bontà sua, è «pronto» a incontrare-Rutelli che invita a Los Angeles. Un piccolo passo per l'arte?
Rutelli: Niente guerra, ma il Getty restituisca le opere
Il ministro per i Beni culturali Rutelli ha espresso la sua posizione sull'acquisto di antichità trafugate da parte del Getty Museum. Il museo ha rifiutato di restituire 21 opere, ma ha offerto di restituire 26. Rutelli ha affermato che il Getty deve restituire tutte le opere trafugate, e che la tolleranza silenziosa è finita. Ha anche affermato che il museo può restituire le opere attraverso la magistratura. Il direttore del Getty, Michael Brand, ha rifiutato di restituire l'atleta bronzeo dello scultore greco Lisippo, che è stato pescato in acque internazionali.
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