Prosegue la disputa con lo spazio espositivo di Los Angeles. Al centro, il ruolo dell'Italia difesa del patrimonio artistico Rutelli sfida il Getty: ridateci quei capolavori ROMA Più che altro è una questione morale. E politica. Perché in ballo non ci sono soltanto due, meravigliose, opere d'arte antica. Al centro del contendere c'è anche il ruolo dell'Italia, finalmente protagonista nella difesa del proprio patrimonio artistico. C'è tutto questo dietro il faccia a faccia a distanza tra il ministro dei Beni culturali Rutelli e il direttore del Getty museum Mi-chael Brand, che ha annunciato di non voler restituire al nostro paese due opere illecitamente esportate negli Stati Uniti, e cioè l'Atleta di Lisippo, e la Venere di Morgantina, accusando l'Italia di aver violato accordi già sottoscritti. Accuse rinviate al mittente ieri durante una affollatissima conferenza stampa dal vicepremier Rutelli, che ha ribadito la linea di fermezza dell'Italia, «quei capolavori devono essere restituiti», pur mantenendo aperte le porte della trattativa. Con un inr terrogativo di fondo però: «Può un grande museo intemazionale esporre al pubblico capolavori palesemente trafugati? Per troppo tempo nel mondo si è accettato con indifferenza il traffico di antichità, ma ora quel tipo di tolleranza è finito». Quindi nonostante la «delusione e la sorpresa» provocata dalla lettera del direttore del Getty, che annunciava l'intenzione di restituire soltanto 26 dei 52 capolavori richiesti dal nostro paese (senza i due pezzi più pregiati) Rutelli ieri non ha fatto sconti. «Tutto ciò che è stato esportato illegalmente deve tornare in Italia», e per adesso il negoziato con il Getry è chiuso, a meno che il museo di Malibù non faccia passi concreti nei i confronti dell'Italia. Acarico del Getty infatti, rivela Rutelli. oltre al casus belli sulla Venere di Morgantina e dell'Atleta di Lisippo, ci sarebbe anche «un corposo dossier aggiuntivo» di denunce fatte da scienziati ed esperti, che riguardano «decine e decine di altre opere». In sostanza l'Italia aveva chiesto larestituzione di 52 opere, dicendo però di essere disposta a rinunciare aseidi queste, ma il Getty avrebbe offerto invece soltanto 26 pezzi, e tra questi né l'Afrodite, né il bronzo dell'Atleta Vincitore. Per questo è naufragata venerdì scorso la trattativa con il museo di Los Angeles, rottura tenuta segreta per non provocare "un'incidenzanegativa" sul prossimo viaggio in Usa del ministro dei Beni, culturali, viaggio in cui Buttili incontrerà i direttori di quei grandi musei, il Metropolitan di New York e il Boston Fine Arts, che nei mesi scorsi hanno restituito all'Italia un buon numero di capolavori. E spera proprio nella trasferta americana di TìntpUì il direttore del Getty, che dopo gli ultimatum di questi giorni, temendo forse un embargo italiano ai prestiti di opere, ha invitato il vicepremier ad un confronto, magari proprio a Malibù. Non vogliono restituire al nostro paese l'Atleta di Lisippo e la Venere di Morgantina "Tutto ciò che è stato esportato illegalmente deve tornare". Molte le opere in ballo
Il ministro attacca. "Immorale che un museo esponga opere rubate"
Il ministro dei Beni culturali italiano, Rutelli, ha sfidato il direttore del Getty museum, Michael Brand, a restituire due opere d'arte antica, l'Atleta di Lisippo e la Venere di Morgantina, che furono illegalmente esportate negli Stati Uniti. Rutelli ha affermato che l'Italia non accetterà alcuna offerta del Getty che non includa la restituzione di tutte le opere in ballo. Il Getty ha invece offerto di restituire solo 26 delle 52 opere richieste, senza i due pezzi più pregiati. La trattativa è naufragata e il negoziato è chiuso fino a quando il Getty non fa passi concreti per la restituzione delle opere.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo