Una glasnote dei musei, perché nelle collezioni non figurino più pezzi trafugati, di dubbia provenienza, sottratti per vie illegali. È la proposta del ministro Rutplli alla vigilia della sua partenza per gli Stati Uniti. Se venisse attuata, certo, getterebbe un bello scompiglio nelle collezioni dei musei di mezzo mondo. Ma il ministro rilancia: «È finita un'epoca. Ciò che è accaduto dagli anni '60 agli anni '80, oggi non è più tollerabile. Non è più accettabile quell'indifferenza verso il traffico di beni d'arte, che c'era anche in casa nostra e lasciava pensare che non fossimo in grado di tutelare il nostro patrimonio artistico». Insomma nelle istituzioni pubbliche e private che si occupano d'arte, secondo il vicepremier, è tempo di svolta morale, oltreché giuridica. «Anche perché il sentire dell'opinione pubblica intemazionale è cambiata - spiega Rutelli -. Anche in conseguenza di prese di posizione pubbliche, come quella degli archeologi americani, contro l'esposizione di opere d'arte rubate». Di certo c'è che in questo momento, riguardo alla querelle che si è aperta fra il Getty Museum e l'Italia per la restituzione di 52 opere trafugate, l'opinione pubblica intemazionale appassionata d'arte fa il tifo per Iltalia. Basta dare uri occhiata a quanto spazio i media Usa e europei stanno: dando alla faccenda, per farsene un'idea. «E Italia sta facendo da apripista nel mondo avendo avviato una vasta attività di ricognizione e di recupero delle opere rubate», sottolinea il ministro. Un passo avanti importante, per l'Italia, è stata qualche settimana fa la firma dell'accordo con il governo svizzero che si è impegnato a restituire le opere rubate che siano esposte o si trovino transitare sul suo territorio. E, sul modello dell'Italia, anche la Grecia sta cominciando a muovere i primi passi perché le vengano restituiti i reperti trafugati. Alcuni dei quali si trovano proprio al Getty Museum. Così, anche con tallargarsi del contenzioso ad altri paesi, sarà sempre più difficile per il Getty mantenere questo suo atteggiamento. Una posizione che già in questi giorni si va facendo sempre più isolata anche nel panorama Usa. Il Metropolitan Museum di New York e il Museum of fine arte di Boston, infatti, hanno già dato il via alla restituzione di opere uscite clandestinamente dallltalia. E il 27 novembre il ministro Ruttili andrò in America per incontrare i direttori di altre istituzioni pubbliche disponibili ad avviare le trattative di restituzione del mal tolto. Nel frattempo, però, non si fermeranno i negoziati del ministero dei beni culturali con il museo di Malibu, sperando che una trattativa in via "amichevole" possa riaprirsi «portando una positiva conclusione della vicenda». Con l'auspicato ritomo in patria dellatleta di lisippo, che fu ripescato a largo delle coste di Fano da pescatori marchigiani, della Venere di Morgantina e degli altri 19 pezzi dei 52 richiesti che il Getty ora si rifiuta di restituire all'Italia. Opere d'arte che sono oggetto di un corposo dossier dei carabinieri e die «cori tutta evidenza sono state trafugate e sono uscite clandestinamente dal nostro paese».