Il ministro Rutelli sceglie la linea del rigore: "A loro carico l'evidenza morale" "Adesso rivogliamo tutto in Italia" E invece gli americani del museo di Malibù si rifiutano di restituire il nostro Lisippo e la Venere Morgantina Interrotti i negoziati ROMA - Gli americani del Getty possono appigliarsi a tutti i formalismi e anche vincere unacausa, per non restituire i pezzi trafugati all'Italia. Ma a loro carico resta "l'evidenza morale, che è travolgente". All'indomani della rottura del negoziato, decisa a sorpresa dal museo di Los Angeles, il ministro dellaculturaRutellì sceglie la linea del rigore: con il Getty "non c'era nessun accordo", sottolinea, e nei loro confronti non verrà presa per il momento nessuna contro misura, perché il negoziato può sempre riprendere. Ma è chiaro che a fare i primi passi questa volta "devono essere loro". Sul tavolo del salone del ministro, brucia ancora la lunga lettera con la quale mister Brand, il direttore del Getty, rompe quella che gli americani definiscono "un accordo", sostenendo che non ci sono i presupposti per restituire all'Italia almeno 21 delle 52 opere richieste, tra cui la Venere di Morgantina, trafugata da uno scavo in Sicilia nel 1979, e soprattutto il bronzo dell'Atleta Vincitore, attribuito a Lisippo, che fu ripescato nel 1964 nel mare davanti alla costa di Fano, nascosto in Italia e poi fatto espatriare illegalmente per essere venduto all'estero. Con la stampa anche internazionale convocata in tutta fretta, Rntp.lli ribadisce "la delusione e la sorpresa" con la quale il Mibac ha accolto la lettera. Conferma che con il direttore Brand c'era stato proprio venerdì scorso un incontro a Roma, andato male. "Ma avevamo deciso di comune accordo di non divulgarlo - spiega - anche per non provocare un' incidenza negativa sul mio prossimo viaggio in Usa". Già, perché la delegazione italiana, capeggiata dal ministro, sarà da lunedì a Washington, Boston e New York. Per incontrare i direttori dei grandi musei di quelle città e festeggiare con loro e con le istituzioni americane "l'ottimo rapporto di collaborazione" ("avviato già dal mio predecessore Buttiglione riconosce Rutelli) che ha già portato il Boston Fine Art e il Met di New York a restituire all'Italia una serie di capolavori che risultavano rubati dal nostro paese. "A loro - anticipa il ministro -porterò una kylix e altre splendide opere che l'Italia intende prestare in cambio degli oggetti restituiti". Con il Getty, almeno per il momento, non sarà così. Con il museo di Malibù, nei confronti del quale la magistratura italiana ha in corso un procedimento penale che vede imputata la ex direttrice Marion True, il negoziato adesso è chiuso. Eanzi. A loro carico, rivela Rutelli, c'è "anche un corposo dossier aggiuntivo", denunce fatte da scienziati ed esperti, spiega, che riguardano "decine e decine di opere" che non sono nell'elenco delle 52 già formalmente richieste dal governo italiano. "La documentazione è al vaglio dei nostri esperti, studieremo la cosa e valuteremo il da fare", dice. E' certo che l'Italia si farà valere. "Perché la situazione è cambiata, la percezione è cambiata - ribadisce il ministro -oggi non è più accettabile che un grande museo esponga nelle sue vetrine opere evidentemente rubate". E anche se toccasse a noi scoprire di aver in un nostro museo un capolavoro sottratto al paese d'origine, "non esiteremmo a restituirlo". Quindi nessuno sconto: dal Getty deve tornare tutto, ripete il ministro, anche il Bronzo di Lisippo, anche la Venere di Morgantina, tutti i pezzi richiesti. E non solo perché gli indizi e le indagini fatte dai nostri carabinieri dei Beni Culturali "chiariscono inequivocabilmente" che si tratta di opere rubate all'Italia. Il Museo di Los Angeles dice di voler restituire solo 26 delle 52 opere: "Ben Venga, possono farlo attraverso la magistratura - ripete anche in inglese Rutelli - ma il dovere del nostro governo è di chiarire che tutti i musei del mondo che espongono opere trafugate devono restituirle". Per il momento non si parla di contro misure: "Le strade ci sono - risponde ad un cronista il ministro - alcune anche molto severe, ma siccome voglio credere nella possibilità che il negoziato possa riprendere non le voglio dire". Tanto più che Getty, osserva Rut.p.lli. avrebbe molto guadagnare dalla riapertura del negoziato: "Otterrebbe in cambio delle restituzioni il prestito di opere più che significative". La palla è nelle mani di Mister Brand, il ministro italiano aspetta: "Possono anche appellarsi ai formalismi, vincere una causa, ma l'evidenza morale è travolgente".
"Nessuno sconto al Getty"
Il ministro dellacultura Rutelli ha dichiarato che il negoziato con il Getty per la restituzione di 52 opere d'arte rubate all'Italia è stato interrotto e che a carico del museo americano sono "l'evidenza morale". Rutelli ha anche affermato che il Getty deve restituire tutti i pezzi, tra cui il bronzo dell'Atleta Vincitore di Lisippo e la Venere di Morgantina. Il ministro ha confermato che la delegazione italiana, capeggiata da lui, sarà in visita in America per incontrare i direttori dei grandi musei di Boston, New York e Washington. Rutelli ha anche affermato che l'Italia intende restituire opere d'arte a cambio degli oggetti restituiti.
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