II vicepremier:, nessuno sconto al museo Usa ROMA «Le restituzioni che chiediamo al Getty Museum sono solo una parte del problema. Ci sono altre opere che non fanno parte di quelle 52 di cui noi già chiediamo il ritorno e che potrebbero avere una provenienza non regolare e sulle quali ci riserviamo una valutazione». Francesco Rutelli agita davanti a giornalisti e telecamere (molti targati Usa) un pacco di fotografie a colori. Quanto «pesa» il rilancio del ministro per i Beni culturali sul tavolo della durissima partita col Getty Museum? Il vicepresidente del Consiglio non rivela cifre ma tra investigatori e uffici circola una cifra verosimile: almeno altre 250 opere «in discussione» da parte dell'Italia dopo «segnalazioni di studiosi ma anche materiale degli inquirenti», spiega il vicepresidente del Consiglio. Ed eccoci al punto. Due giorni fa il colpo di scena targato Los Angeles. Ovvero Michael Brand, direttore del Getty che annuncia: restituiremo 26 delle 52 opere richieste ma non la Venere di Morgantina né l'Atleta di Fano attribuito a Lisippo. Una diretta conseguenza dell'embargo culturale ventilato da Ruttili in caso in cui da Malibu non fossero tornate tutte le opere rivendicate dall'Italia, inclusi soprattutto Atleta e Venere. Ma per il Getty l'Atleta è stato «pescato in acque internazionali» e in quanto alla Venere non sarebbe sicura la «provenienza dagli scavi siciliani». Rutelli non ha certo incassato. Nessuna rottura definitiva, anzi ancora disponibilità all'apertura («il negoziato può ancora riprendere ma i primi passi toccano a loro»). Ma estrema chiarezza sulla rotta da seguire: «La situazione è cambiata, oggi non è più accettabile che un grande museo esponga opere evidentemente rubate. Grazie alla differenza tra i sistemi legislativi, il Getty può anche prendere tempo e magari vincere formalmente una causa con la prescrizione. Ma io qui parlo di travolgente evidenza morale, di chiara provenienza italiana di quelle opere. Il nostro obiettivo è ottenere tutte le opere trafugate. Se il Getty vuole restituire intanto le 26 opere, lo facciano pure attraverso la magistratura». Nuova contro-replica di Michael Brand, direttore del Getty: «Disponibili per un'immediata riapertura dei colloqui col ministero. In quanto all'Atleta di Fano, l'emozione non può avere la meglio rispetto alle prove sostanziali che confermano l'appartenenza della statua al Getty, compreso il fatto che questa statua fu trovata in acque internazionali nel 1964».
Rutelli attacca il Getty. Dubbi su 250 opere
Il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, ha affermato che il Getty Museum non può continuare a esporre opere evidentemente rubate. Rutelli ha richiesto il ritorno di 52 opere, tra cui la Venere di Morgantina e l'Atleta di Fano, che sono state trafugate dall'Italia. Il direttore del Getty, Michael Brand, ha risposto che il museo è disponibile per un'immediata riapertura dei colloqui con il ministero, ma ha anche affermato che l'Atleta di Fano è stata trovata in acque internazionali nel 1964 e pertanto non può essere restituita. Rutelli ha sottolineato che la situazione è cambiata e che non è più accettabile che un grande museo esponga opere rubate.
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