296 reperti archeologici di epoca nuragica, pre-nuragica e romana sono stati sequestrati dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Cagliari, grazie ad una laboriosa e complessa attività d'indagine, sviluppata nel settore della tutela del patrimonio archeologico e culturale. A conclusione dell'operazione, i militari hanno denunciato, a piede libero, alla Procura della Repubblica di Cagliari, un sessantacinquenne di Sinnai per i reati di ricettazione ed impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato e posto sotto sequestro il materiale rinvenuto, in parte destinato ad essere ceduto sul mercato clandestino delle opere d'arte e dei reperti archeologici. Le successive perizie effettuate dai funzionari della Soprintendenza archeologica delle province di Cagliari e Oristano hanno confermato che si tratta di reperti di rilevante interesse archeologico. Tra essi, particolare entusiasmo negli esperti hanno suscitato alcune teste di mazza e macine di età nuragica, monete di bronzo e ferro di epoca romana, asce in pietra e monili di età prenuragica. Proseguono, frattanto, le indagini da parte dei finanzieri per stabilire la provenienza del materiale sequestrato ed identificare gli altri soggetti eventualmente coinvolti nell'illegale attività.
296 preziosi reperti archeologici sequestrati dalla Guardia di Finanza di Cagliari
296 reperti archeologici di epoca nuragica, pre-nuragica e romana sono stati sequestrati dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Cagliari, grazie ad una laboriosa e complessa attività d'indagine, sviluppata nel settore della tutela del patrimonio archeologico e culturale. A conclusione dell'operazione, i militari hanno denunciato, a piede libero, alla Procura della Repubblica di Cagliari, un sessantacinquenne di Sinnai per i reati di ricettazione ed impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato e posto sotto sequestro il materiale rinvenuto, in parte destinato ad essere ceduto sul mercato clandestino delle opere d'arte e dei reperti archeologici. Le successive perizie effettuate dai funzionari della Soprintendenza archeologica delle province di Cagliari e Oristano hanno confermato che si tratta di reperti di rilevante interesse archeologico. Tra essi, particolare entusiasmo negli esperti hanno suscitato alcune teste di mazza e macine di età nuragica, monete di bronzo e ferro di epoca romana, asce in pietra e monili di età prenuragica. Proseguono, frattanto, le indagini da parte dei finanzieri per stabilire la provenienza del materiale sequestrato ed identificare gli altri soggetti eventualmente coinvolti nell'illegale attività.
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