Palmi - Dopo la riunione di ieri mattina, sembrano finalmente dissolversi le nubi che si addensavano sulla questione dell'Antiquarium comunale. Il dibattito, al quale erano presenti oltre al presidente della commissione consiliare, Giuseppe Saletta e i consiglieri che la compongono, il presidente del consiglio comunale, Giovanni Barone, il vice sindaco con delega all'Archeologia, Domenico Abbia, l'assessore Palmisano, il difensore civico Calogero, il rappresentante dell'ufficio legale Idà, il capo settore cultura Marafioti, ed i rappresentanti di alcune associazioni cittadine, si è protratto per circa due ore. Al termine del quale, sembra si sia trovata la possibilità di raggiungere un accordo condiviso tra le parti, grazie all'aggiunta di alcune importanti modifiche alla bozza originaria di Convenzione, ferme restando quelle che, saranno poi, le decisione che la Soprintendenza prenderà al riguardo. Come dichiarato dal presidente della commissione Saletta: «Dobbiamo cercare di arrivare ad una soluzione condivisa che, possa soddisfare sia il comune di Palmi, sia la Soprintendenza della Calabria. Abbiamo apportato delle modifiche alla Bozza della Convenzione originaria, grazie al contributo delle associazione e dell'ufficio legale. Sarà fatta una nuova bozza da sottoporre al consiglio. Alla luce di ciò, chiedo la sospensione di quel provvedimento del Dipartimento regionale per i beni archeologici e paesaggistici della Calabria, in attesa di giungere al civico consesso che sarà convocato a breve». Sull'esito dell'incontro è intervenuto anche Barone: «Abbiamo preso atto che la bozza iniziale ha subito delle modifiche, sia sulla scia degli interventi odierni, sia dei suggerimenti contenuti nelle bozze presentate dalle associazioni e dall'ufficio legale. Diventa difficile a questo punto, convocare un consiglio comunale entro il 30 novembre, sul quale di fatto però, si sono raggiunte le necessarie convergenze. Sottolineo però l'inopportunità da parte della Soprintendenza di fissare termini ultimativi e perentori, chiedendo alla stessa la sospensione del minacciato irrituale e inopportuno provvedimento, anche in considerazione dei buoni rapporti che, devono intercorrere tra Enti che si occupano dello stesso tema».