Preganziol (Ch. V.) Sono trascorsi più di due anni e mezzo ma per il "giallo" dei gessi di Antonio Canova custoditi in Villa Franchetti, nessuno si è più esposto. Nella primavera del 2004 le opere sparite dalla villa trevigiana, vennero ritrovate in villa Frescot, dalla famiglia di Margherita Agnelli. Alla notizia si attivarono progetti ambiziosi. Ci si impegnava perchè le opere tornassero nella loro collocazione naturale. Inizialmente tutti - Provincia di Treviso, Agnelli e rispettivi avvocati - manifestarono la massima disponibilità alla collaborazione. Di fatto la famiglia torinese non rinunciò alla proprietà. Il Procuratore della Repubblica, Antonio Fojadelli, scrisse al ministro del tempo Giuliano Urbani, mentre il Tribunale del Riesame affidò la decisione al Ministero dei Beni Culturali e il sequestro dei beni decadde. Da Treviso si cercò la strada della trattativa, con l'ipotesi del riacquisto delle opere da parte della Provincia. E oggi? "Ancora - assicura Fojadelli - il fascicolo è aperto. Non ci sono stati contatti. Tutto è demandato al Ministero che avrebbe potuto decidere, invece non si è ancora espresso". Il massimo organo statale competente nel settore culturale e a cui è affidato il compito di tutela e vigilanza del Patrimonio nazionale, pare non si sia mai confrontato nè preoccupato di visionare gli atti, nè di conseguenza mai espresso. Non si sa dove siano depositate le pratiche. I bassorilievi sono ancora alle pareti di villa Frescot, avvolti dal silenzio, nuovamente ricaduti nell'oblio, inghiottiti dalle nebbie ministeriali.
IL GIALLO Il Ministero dimentica i gessi del Canova
Il "giallo" dei gessi di Antonio Canova, custoditi in Villa Franchetti a Preganziol, è ancora aperto. Le opere, ritrovate in villa Frescot nel 2004, non sono state restituite alla loro collocazione naturale. La Provincia di Treviso e la famiglia Agnelli hanno manifestato la disponibilità alla collaborazione, ma il Ministero dei Beni Culturali non si è espresso. Il Procuratore della Repubblica Antonio Fojadelli afferma che il fascicolo è ancora aperto e che non ci sono stati contatti. I bassorilievi sono ancora alle pareti di villa Frescot, avvolti dal silenzio.
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