Infrastrutture, Approvato dal Comitato interministeriale il progetto per la tutela della città lagunare. Via libera al Mose per Venezia. Divisa la maggioranza di Governo, voto contrario di Cacciari. Ribadito l'impegno a rifinanziare la legge per il disinquinamento. Anche il piano morfologico sarà aggiornato Avanti con il Mose, nonostante Cacciari e la sua amministrazione comunale, nonostante il ministro Pecoraro Scanio, nonostante gli oppositori vari, ambientalisti e no. Il Comitato interministeriale per Venezia ha dato ieri l'ennesimo via libera alla realizzazione del complesso sistema, che comprende la chiusura con paratoie alle bocche di porto che separano mare e laguna, destinato a proteggere la città dalle acque alte. Alla riunione, preceduta da una conferenza stampa del sindaco Cacciari che annunciava un duro documento a difesa del ruolo della città, è intervenuto lo stesso Presidente del Consiglio Prodi che ha proposto un ordine del giorno basato sulla decisione presa a maggioranza dal Consiglio dei ministri nei giorni scorsi, dopo la verifica di una serie di progetti alternativi chiesta dal Comune di Venezia. Il completamento del Mose è passato a maggioranza con il voto contrario di Cacciari e l'astensione dei sindaci di Mira e Chioggia. Respinto, invece, il documento alternativo proposto dal primo cittadino di Venezia che tornava ad argomentare sulle persistenti perplessità relative al progetto Mose e osservava che, con finanziamenti risicati come quelli di cui dispone il governo, l'opera sarà completata fra 20 o 30 anni quando lo scenario potrebbe essere completamente cambiato. In compenso Cacciari ha fatto passare un altro documento in cui c'è l'impegno a garantire il rifinanziamento della legge speciale per Venezia indispensabile per la manutenzione della città ed il disinquinamento della laguna, a monitorare gli effetti di tutti gli interventi, ad aggiornare il piano morfologico e a rendere tempestivamente pubblici tutti i dati relativi alle opere di salvaguardia. Soddisfatti il ministro Di Pietro, che aveva condotto l'istruttoria che ha bocciato i progetti alternativi e che si è detto convinto che questa è l'unica strada per intervenire in tempo per salvare Venezia, ed il governatore del Veneto Giancarlo Galan il quale ha chiarito che i lavori del Mose rispetteranno la tempistica prevista e saranno conclusi entro il 2012 : «Non è un problema di soldi ma di volontà politica e questa è stata espressa con estrema chiarezza». Di sicuro la partita non si chiude qui e lo stesso ministro Pecoraro Scanio lo ha fatto intendere con chiarezza anche dopo il voto del Comitato. «Lavoreremo per il pieno rispetto delle leggi ed in particolare per la valutazione di impatto ambientale ha detto oltre che sulle normative comunitarie». Un modo come un altro per far capire che dal suo ministero ci sarà comunque, nonostante la decisione del Consiglio dei ministri, guerra aperta a base di cavilli e di precisazioni come quella sulla Via, in realtà già superata da un provvedimento preso nel 2001 durante il governo di Giuliano Amato. A confermare la spaccatura in seno alla maggioranza è arrivato anche il PRC che ha auspicato che possa andare a buon fine un ricorso al Tar annunciato da varie associazioni ambientaliste. Anche in questo caso però va ricordato che il progetto Mose ha superato svariati ricorsi in ogni livello di giudizio. Cacciari, dopo il Comitato, ha ribadito la convinzione che il Mose «presenti formidabili criticità dal punto di vista ingegneristico, ambientale ed economico». Il dibattito locale Gli ambientalisti ricorreranno al Tar In sede nazionale WWF, Italia nostra ed altre associazioni hanno definito sconcertante la decisione del Comitato per Venezia e valuteranno la possibilità di ricorrere alla giustizia amministrativa. A Venezia, dove ieri l'acqua si è fermata a 98 centimetri grazie ad un provvidenziale cambio di vento, il Comitato NoMose, a cui partecipano fattivamente i cosiddetti disobbedienti, farà conoscere oggi le sue nuove mosse. Ultima in ordine di tempo l'occupazione della sede del Consorzio Venezia Nuova, concessionario dello Stato per i lavori, avvenuta due giorni fa. Per l'episodio la Questura di Venezia ha annunciato l'identificazione e relativa denuncia di 54 persone.