Intendo lanciare un SOS per Pompei. Tutti conoscono questa città per i famosi Scavi e per il santuario dedicato alla Madonna del Rosario, ma non tutti conoscono il degrado in cui noi cittadini siamo costretti a vivere. Purtroppo non abbiamo quasi mai avuto un'amministrazione all'altezza del proprio compito, anzi la situazione è andata progressivamente peggiorando fino ad arrivare ai giorni nostri con il commissariamento. Faccio alcuni esempi significativi. Prendiamo il centro e i giardini pubblici. Un disastro. Siepi distrutte e mai più sostituite, che lasciano varchi ai numerosi cani randagi che circolano per la piazza e ad altrettante persone incivili che calpestano il prato, una volta verde e fiorito, ora ricettacolo di immondizia; panchine divelte e buttate perfino nella vasca centrale, un tempo funzionante con zampilli e giochi di luce, ora completamente svuotata e adibita a vera e propria pattumiera. Vogliamo parlare della «Fonte salutare»? Un'altra area centrale, una volta verde e attrezzata per terme di lusso, ora è una spianata di terreno con una vasca che raccoglieva acqua ferrosa e non più attiva, anch'essa completamente svuotata e naturalmente adibita a discarica da individui che non hanno un minimo rispetto di ciò che è pubblico. Vogliamo parlare dell'area davanti all'ingresso degli Scavi, cioè piazza Anfiteatro? Dovrebbe essere un fiore all'occhiello, adeguato al monumento più famoso del mondo, e invece che cos'è? Uno spazio in cui non c'è più un filo d'erba, una piantina, un fiore, solo qualche «bancarella», qualche transenna per lavori mai iniziati e una «parata» di cassonetti come biglietto da visita da offrire ai visitatori. Vogliamo parlare del marciapiedi adiacente agli Scavi in via Plinio? Questo dovrebbe prestarsi ad una passeggiata tra le più belle, visto il sito su cui si affaccia. Dovrebbe essere un viale ampio e fiorito con panchine confortevoli ed esteticamente adeguate al passaggio e invece è stretto e disordinato per la presenza di aiuole lasciate alla cura di privati, ognuno dei quali ha provveduto ad attrezzarle secondo il proprio gusto e senza un disegno omogeneo. Vi lascio immaginare i risultati! All'antica Pompei ha pensato il Vesuvio a suo tempo, alla nuova Pompei ci stiamo pensando noi. Evidentemente ci perseguita un senso di distruzione o di autodistruzione e stiamo facendo di tutto per estenderlo. Qualcuno ci aiuti: SOS, SOS. Franco Liberti POMPEI Caro lettore, il problema che lei solleva è stato al centro di molte nostre battaglie: Pompei, la città degli Scavi più importanti d'Europa, la città centro di irradiazione mondiale della fede mariana, continua a comportarsi come un qualsiasi comune dell'hinterland vesuviano. Nella sola area archeologica ci sono due milioni di visitatori all'anno, forse altrettanti (ma il dato è difficile da quantificare, visto che il conteggio è affidato alle ostie consumate), sono i fedeli che visitano il santuario. Ma questi fenomen non toccano la città, se non in termini di traffico e rifiuti. Appena fuori dei due siti conosciuti in tutto il mondo c'è quello che lei puntualmente descrive. Degrado e abbandono. E nessuno con cui prendersela, dal momento che il comune, proprio come può accadere e accade in qualsiasi paese dell'hinterland vesuviano, è commissariato. Eppure, proprio adesso che la politica delle sigle è fuori del palazzo, i cittadini potrebbero mobilitarsi: appelli, incontri, comitati, volantini, manifesti A Pompei è tempo di una campagna - politica, non elettorale - per superare la dicotomia tra la grandezza dei suoi attrattori turistici e la piccineria della gestione della città. Forse una piattaforma costruita dai cittadini - che dovrebbero smettere, anche loro, di comportarsi come abitanti di un paese qualsiasi - potrebbe condurre, alle prossime elezioni, a candidature di prestigio, da qualsiasi direzione provengano. E potrebbe aiutare Pompei a diventare, finalmente, una città all'altezza delle sue ricchezze. Laura Cesarano