Il vicepremier in visita con l'ex ministro Ronchey nelle sale della Galleria nazionale di arte antica liberata dal circolo ufficiali. Tra venti giorni l'inaugurazione delle nuove sale mentre i militari traslocano ROMA«In Francia ci sono voluti soltanto 10 anni per fare il Grande Louvre, soltanto 10 anni per sfrattare il ministero delle Finanze e costruire l'ala Richelieu. In Italia per cacciare il circolo ufficiali da palazzo Barberini abbiamo dovuto aspettare quasi sessantanni...». Alberto Ronchey, ministro per i Beni culturali dal 1992 al 1994 entra nel grande cortile della Galleria nazionale d'arte antica insieme a Francesco Rutelli La facciata, completamente restaurata, ha un disegno nitido, sobrio e maestoso. Mancano venti giorni all'inaugurazione ufficiale del "nuovo" museo, dopo la liberazione degli spazi del piano terra occupato dai militari fin dal 1949. Ronchey, che dopo decenni di silenzio fu il primo responsabile dei Beni culturali a chiedere lo "sgombero" del circolo ufficiali, passeggia con il ministro Rutelli tra le nuove sale quasi ultimate dove finalmente saranno esposti, e non più affastellati uno sull'altro, Raffaello e Caravaggio, Perugino e Tiziano, soltanto per citare alcuni grandi tra i grandi. Nelle stanze del circolo ufficiali gli scatoloni sono pronti, pacchi e nastro adesivo dappertutto, la soddisfazione di Ronchey e Rutelli è tangibile, anche se la rottura con il Getty museum sembra rendere questa visita un po' meno allegra, un po' più severa. «Commentare adesso è prematuro - dice soltanto Rutelli - dobbiamo studiare il caso e preparare la nostra risposta». Ma nessuno in via del Collegio Romano aveva negato però «sorpresa e delusione» per questa brusca rottura con il Getty, anche perché è stata proprio la restituzione dei capolavori trafugati uno dei cavalli di battaglia del ministero guidato da Eutelli. La nuova vita di Palazzo Barberini compensa però "l'incidente" con gli americani. Il 13 dicembre otto sale del primo piano dedicate ai maestri del Rinascimento verranno riaperte al pubblico, mentre nel giro di un paio d'anni dovrebbe essere completato il restauro dei 2700 metri quadrati lasciati liberi dal circolo ufficiali. Dentro il Palazzo i lavori proseguono serrati: Ronchey e Rutelli passano sotto i ponteggi che hanno riportato alla luce fregi e volte, con il grande salone affrescato da Pietro da Cortona che tornerà ad essere completamente, e magnificamente vuoto, così come era in origine. Ricorda Ronchey: «Ero appena arrivato al ministero, iniziarono a chiamarmi prima Argan, poi Zeri: devi cacciare gli ufficiali, devi recuperare il museo. Facemmo un accordo già nel '93 tra le proteste dei vertici militari. Non volevano andarsene, non volevano mollare il privilegio di avere il loro circolo dentro un museo...». Sono passati tredici anni: la Galleria nazionale d'arte antica è oggi una realtà e Rutelli e Ronchey si fanno una foto ricordo davanti alla Fornarina di Raffaello.