II ritorno del Satiro danzante a Mazara del Vallo costituisce il focus di una serie di eventi culturali che fanno perno sulla presentazione di un Caravaggio al Festival di Ortigia (l'antico porto siracusano), sull'esposizione a Palermo di 138 opere da Tiziano a De Chirico curata da Vittorio Sgarbi e sulla prima mostra dei mosaici della villa romana del Tellaro, dopo un lungo e travagliato restauro. Il restauro e la valorizzazione dei beni culturali siciliani - cui sono destinati 660 milioni di euro di fondi Ue - rispondono anche a un'esigenza di sviluppo economico, cui non giova ad esempio la gestione inadeguata che la competente Soprintendenza ha fatto della Villa del Casale. Del resto l'attività economica nella regione è rimasta tradizionalmente chiusa nella morsa tra la riforma Bassanini, mai pienamente applicata in Sicilia, e la burocrazia vischiosa che spesso trova nel "non fare" forza e legittimazione. Ora, è proprio nella annunciata riforma delle Soprintendenze che si gioca una delle partite più interessanti del futuro prossimo, e che potrebbe fare della regione un laboratorio politico-legislativo per l'intero Paese. L'idea infatti di ripensare il ruolo delle Soprintendenze, in forza delle speciali prerogative autonomistiche della Sicilia, traghettandole da una più statica attività di "custodia" alla più dinamica "valorizzazione" dei beni culturali, schiude spazi di intervento di particolare rilievo; tutto ciò in forza di un Testo unico, in avanzata fase di elaborazione, la cui definitiva approvazione è prevista entro l'anno, e che dovrebbe riorganizzare le nove Soprintendenze siciliane secondo un nuovo modello che prevede tre sole strutture con competenza sul territorio e due tutte nuove sul mare, con piena autonomia gestionale e finanziaria nella gestione del patrimonio culturale. Sono numerosi i segnali di un approccio più corretto e puntuale nella gestione dei beni culturali in Sicilia, così come conferma anche il recente "piano del colore" che dovrebbe dare uniformità cromatica ai tanti centri di interesse turistico della regione. Solo segnali, in attesa di conferme, ma pur sempre positivi e comunque diversi dal "segnale criminogeno" di una (per ora soltanto ipotizzata) sanatoria delle coste.