Al Sindaco di Udine dr. Sergio Ceccotti Alla Soprindentendente al Polo Museale Veneziano Dottoressa Giovanna Nepi Sciré I docenti del Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell'Università di Udine ritengono particolarmente inopportuna la decisione di ritirare il deposito presso i Civici Musei di Udine della tela di Vittore Carpaccio, raffigurante un'Allegoria eucaristica della Passione di Cristo, di proprietà delle gallerie dell'Accademia di Venezia, affidata ottantasette anni fa alle istituzioni museali della città per cui era stata dipinta, nel 1496, con una scelta dell'allora soprintendente Gino Focolari, che ancora oggi colpisce per il lungimirante riconoscimento del ruolo che il contesto di originaria destinazione riveste per la corretta comprensione di un'opera d'arte. In un'epoca in cui i manufatti figurativi vengono sempre più ridotti a beni di consumo e svincolati dalla percezione delle complesse vicende storiche che li hanno espressi, riteniamo che la scelta odierna rappresenti un segnale preoccupante. L'unicità di questo capolavoro di Carpaccio e delle sue soluzioni iconografiche si spiega in rapporto al particolare contesto udinese per cui venne dipinto, così come le ricerche di alcuni docenti di questo Dipartimento hanno contribuito ad illustrare. E' grazie allo stimolo e alle istanze dei domenicani della chiesa di san Pietro Martire che il pittore veneziano mise a punto una reinvenzione così originale e studiata di un tema nordico già noto in Friuli come quello dell'Eucaristischer Schmerzensmann. E'all'interno di questo tessuto storico e urbano che auspichiamo che quest'opera continui a parlare.