ORNA ALLA LUCE, dopo dieci anni di lavori, un gioiello dell'architettura cinquecentesca fiorentina che racchiude un organo dell'epoca e pitture del classicismo primocinquecentesco, come quelle di Domenico Puligo, oltre a tavole e affreschi seicen-teschi di grande importanza storico-artistica, in quanto risalenti al periodo fiorentino della Controriforma, quali quelle di Matteo Rosselli e Francesco Curradi. Si tratta della piccola chiesa annessa al Conservatorio di Santa Maria degli Angeli, un complesso di oltre 5000 metri quadrati, che prende un intero isolato compreso tra via della Colonna, via Giusti e via Laura che, quando sorse nel 1507 per iniziativa di sei pie donne, si occupava come fa ancora oggi la relativa Fondazione dell'educazione dell'infanzia e dell'adolescenza. La chiesetta dai tempi dell'alluvione versava in cattive condizioni: completamente restaurata, è stata recuperata grazie ali' impegno congiunto della direzione del Conservatorio, della Saci (Studio Ari Center International), della soprintendenze al Patrimonio architettonico e storico-artistico e al supporto finanziario dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, intervenuta con 196 mila euro. Ieri, dopo molti anni, la chiesa è tornata anche al culto con la celebrazione della messa officiata dal vescovo ausiliario di Firenze, Claudio Maniago. Uno scrigno, quasi un oratorio, colmo di opere d'arte, oggi tutte restaurate. Tra queste le lunette affrescate da Francesco Curradi, caposcuola dell'arte fiorentina del periodo della Controriforma, che narrano la vita e l'assunzione al cielo della Madonna; una pala d'altare dello stesso Curradi raffigurante gli Arcangeli Michele e Raffaele; una pala di Matteo Orsini il 'San Domenico resuscita Napoleone Orsini' (nella foto grande, un particolare delle pitture di sacconi). Quando il Conservatorio fu eretto, la zona circostante era piena di campi coltivati e di laboratori e abitazioni di artisti e l'annessa cappella, oggi restaurata, era un tempo la chiesa parrocchiale di Giambologna, Pontormo Puligo. Il Conservatorio possiede ancora oggi molte opere donate dagli artisti dell'epoca tra cui una scultura e un crocifisso del Giambologna che, insieme a tante altre opere minori ed arredi artistici del cinque e seicento, in tutto 250 pezzi, andranno a costituire un piccolo museo interno. L'area attorno al Conservatorio, era stata scelta da Lorenzo il Magnifico per costruire una nuova reggia e, a tale scopo, aveva deciso di confiscare tutti i terreni dei privati che, invece, furono donati da questi al Conservatorio, allora retro da suore domenicane, impedendo così la costruzione della reggia non potendo Lorenzo confiscare beni appartenenti alla Chiesa. Questa istituzione cinquecentesca diventò laica nel 1785 quando il granduca Leopoldo I di Lorena trasformò il convento in Regio Conservatorio. Oggi è una Fondazione retta da laici che affida la gestione del servi- ' zio educativo, dal nido fino alla scuola media, alle suore di Santa Marta. Chi fosse interessato a una visita della chiesa, può rivolgersi allo 0552478051. Letìzia Cinì
E' tornata a nuova vita Santa Maria degli Angeli
La chiesa annessa al Conservatorio di Santa Maria degli Angeli a Firenze è stata restaurata dopo dieci anni di lavori. La chiesa, che risale al 1507, era stata in cattive condizioni e ha subito un intervento di restauro con un budget di 196 mila euro. La chiesa contiene opere d'arte del cinque e seicento, tra cui pitture di Domenico Puligo e Francesco Curradi, e un organo dell'epoca. La chiesa è stata restaurata grazie all'impegno congiunto di diverse istituzioni, tra cui il Conservatorio, la Saci e la soprintendenza al patrimonio architettonico e storico-artistico. La chiesa è stata riaperta al culto con la celebrazione della messa.
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