Paolo Amato (Fi) presenta l'emendamento alla Finanziaria per dirottare su Firenze 42milioni «La città è penalizzata, ci vuole una legge speciale» Due idee per Firenze: l'istituzione di un fondo speciale per il restauro delle opere alluvionate e una legge speciale per Firenze. La prima diventa un emendamento alla Legge Finanziaria adesso in discussione al Senato; la seconda è un progetto da discutersi a un tavolo allargato. Entrambe portano la firma di Paolo Amato, senatore di Forza Italia, componente della Commissione Cultura del Senato, e sono state presentate ieri. Emendamento per l'alluvione I presupposti da cui parte Amato sono due: nella Finanziaria approvata sino a ora alla Camera, Firenze è citata specificamente solo una volta, in quanto sede dell'Agenzia nazionale per l'autonomia scolastica; inoltre alte altre due citò d'arte per antonomasia - Venezia e Roma - sono assegnati fondi, rispettivamente, per 80 e 570 milioni di euro (questi ultimi sono i finanziamenti per Roma Capitale). Secondo Amato, quindi, l'attuale legge Finanziaria penalizza Firenze e, in occasione del quarantesimo anniversario dell'alluvione, le celebrazioni organizzate si sono dimostrare una «somma di retorica», perché nessuno - a livello istituzionale - ha detto a chiare lettere che cosa rimaneva da restaurare a Firenze quaranta anni dopo l'alluvione, e quali potevano essere le soluzioni per il problema. La realtà, invece, è che la fetta di patrimonio culturale da restaurare è ancora molto ampia: circa 140 dipinti, centinaia e centinaia di affreschi, quasi l00mila libri, circa 2,5 chilometri di documenti stòrici, tonnellate di arredi sacri, tanto per citare le cifre più eclatanti Evitando atteggiamenti demagogia fuori luogo, Amato prò-pone di emendare l'articolo 16, comma 665 della legge Finanziaria che prevede «disposizioni in materia di beni culturali». In pratica il senatore azzurro, «ai fini del recupero definitivo delle opere del patrimonio storico, artistico e culturale di Firenze danneggiate dall'esondazione dell'Amo del 1966» propone «lo stanziamento con vincolo dì utilizzo di 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007,2008 e 2009». Più specificamente, annualmente per tre anni, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze andrebbero 73 milioni di euro; all'Archivio di Stato 63 milioni di euro; alla Soprintendenza per i beni storico-artistici diretta da Bruno Santi 400mila euro. Totale: 42 milioni di euro. Tra l'altro Amato, per le somme non utilizzate nel triennio 2007-2009, prevede comunque una spendibilità anche negli anni successivi La {copertura finanziaria per, questa spesa, assolutamente necessaria per risolvere una questione vergognosa taciuta per troppo tempo, è stata individuata dal senatore azzurro nella cifra prevista dall'emendamento Pallaro, che prevede uno stanziamento analogo «per sostenere gli imprenditori di origine italiana che hanno aziende all'estero. Se le risorse a disposizione sono poche - ha aggiunto Amato - il Governo decida come stanziarle nel modo migliore. Pensiamo infatti che non sia giusto portare fuori dai nostri confini una cifra tanto considerevole, specie per favorire chi, sep-pur di origine italiana, produce e paga il fisco in un altro paese». Una legge speciale - Paolo Amato ha poi sottolineato come «Firenze necessita di una maggiore attenzione. Anche i 30 milioni di euro promessi dal Governo alle città d'arte, quale risarcimento per la mancata introduzione della tassa di soggiorno, al momento non sono presentì nel maxiemendamento alla finanziaria. Il Governo fa come Wanna Màrchi che promette cose che non esistono». Il senatore di Fi ha pòi sottolineato la neccessità di «una normativa apposita- per salvaguardare Firenze dal degrado e dal declino economico. E un errore - ha aggiunto Amato - pensare di poter governare Firenze come un qualsiasi altro borgo o città» Abbiamo un patrimonio importante per tutto il mondo e per questo - ha concluso - c'è bisogno di avere le giuste risorse e apposite leggi per tutelarlo veramente». Per questi motivi, Amato ha lanciato nuovamente l'invito al sindaco Domenici per l'apertura di una tavolo di trattativa nel 2007 in modo da preparare una «legge speciale per Firenze da inserire nella legge Finanziaria del 2008. Questo perché - ha concluso Amato - per Firenze c'è bisogno di uno strumento normativo particolare».