Prodi taglia, Chiamparino costretto alla questua II sindaco vuole scucire denaro agli imprenditori, ma il «nuovo mecenatismo» non li convìnce «Inaugurare una stagione di mecenatismo moderno» è l'invito del sindaco Sergio Chiamparino che, al Teatro Regio, davanti al gotha dell'imprenditoria subalpina ha illustrato l'ambizioso progetto di dare vita «a un fondo misto pubblico-privato per mantenere un tenore adeguato alle iniziative della città». «In questi anni - ha spiegato il primo cittadino - la città ha sostenuto investimenti pesanti. I tagli alla Finanziaria da un lato e l'esigenza di rispettare il patto di stabilità impongono sacrifici, ecco perché ho chiesto questo incontro. Vorrei che si studiasse un percorso nuovo come la costituzione di un fondo per il mecenatismo pubblico moderno». Chiamparino convoca gli imprenditori al Regio e chiede soldi per sostenere le iniziative della città PALAISOZAKI Grazie alle Olimpiadi il nome di Torino ha fatto il giro del mondo E sindaco auspica la creazione di un fondo pubblico-privato per aiutare Torino: «In questi anni abbiamo sostenuto investimenti pesanti. I tagli alla Finanziaria e il rispetto del patto di stabilità impongono sacrifici». Ma la platea resta fredda Gli allarmi erano stati lanciati da Sergio Chiamparino, un mese fa, dopo la presentazione della prima bozza della Finanziaria: pochi soldi e in compenso una montagna di tagli ai trasferimenti. E con il passare degli anni sarà sempre peggio. Eppure gli enti locali devono continuare a vivere e soprattutto devono proseguire le opere iniziate. La soluzione, alla luce dei tempi che corrono, è una sola: «Inaugurare una stagione di mecenatismo moderno» come ha detto il sindaco al teatro Regio davanti al gotha dell'imprenditoria subalpina radunata per essere coinvolta dall'ambizioso progetto di dare vita «a un fondo misto pubblico-privato per mantenere un tenore adeguato alle iniziative della città». «In questi anni la città ha sostenuto investimenti pesanti. I tagli alia Finanziaria da un lato e l'esigenza di rispettare il patto di stabilità impongono sacrifici, ecco perché ho chiesto questo incontro. Molti sono già impegnati nell'attività di promozione della città, ma vorrei che si studiasse un percorso nuovo come la costituzione di un fondo per il mecenatismo pubblicò moderno». Questione seria. E infatti il sindaco ha dovuto ricorrere a tutte le sue doti oratorie per non apparire il questuante di turno che chiede l'elemosina. Operazione riuscita soltanto a metà. La platea, fred-dina, ha risposto con grande compostezza (tanti applausi, abbracci e sorrisi) ma per fa verità un po' troppo silente. Un silenzio rotto a fine serata dal presidente della Compagnia di Sanpaolo, Franzo Grande Stevens, che ha salutato la proposta con grandi cenni d'intesa verso il sindaco sinonimo di approvazione. «Non ci farebbe neppure concorrenza» ha scherzato con i giornalisti. Ma sul palco non avevano tanta voglia di scherzare né il sindaco, né l'assessore al Turismo Elda Tessore, né l'assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri. Nessuno si aspettava tanta avarizia da un governo amico. Anzi; secondo quest'ultimo la scommessa è ancora un'altra, non solo questione di soldi, ma anche di cultura: «Le imprese leghino i loro marchi al territorio. Si facciano conoscere con il nome di Torino. Le aziende di successo che esportano il loro nome all'estero dicano di più che sono della nostra città». Alfieri è consapevole che nei prossimi cinque anni non potrà contare su grande sostegno da parte dello Stato. «Le nostre grandi mostre saranno i musei» ha spiegato ricordando alcuni appuntamenti imminenti: «II 15 dicembre riapre palazzo Madama con più di 500 opere, poi toccherà alla Venaria e al museo dell'Automobile e poi a quello del Risorgimento. E tra qualche anni diventeranno realtà il museo di Arti Orientali e la Galleria Sabauda». La parola d'ordine, insomma, è: sfruttare quello che c'è, valorizzare i gioielli di famiglia. Del resto Torino ha ospitato le Olimpiadi, un regalo tanto atteso che alla fine è riuscito a irrobustirne l'immagine nel mondo. La responsabile, della comunicazione Anna Martina snocciola alcuni dati: «E 67,6 per cento degli italiani secondo una recente indagine svolta a livello nazionale, ha detto che l'immagine di Torino è migliorata dopo le Olimpiadi. Il turismo diloisire è salito al 40 per cento nel 2006, negli ultimi cinque anni ì visitatori sono aumentati del 50 per cento».-La città adesso, a successo avvenuto, chiama attorno a se gli imprenditori e li invita a scucire denaro. Ma non solo per sostenere opere pubbliche. «Quando parlo di un fondo per un nuovo mecenatismo - ha precisato Chiamparino - intendo un organismo da cui possa attingere sia il pubblico che il privato, secondo quando già accade a livello internazionale». In sala c'è l'amministratore delegato della Juventus, Jean Claude Blanc e il presidente Cobolli Gigli,, c'è Andrea Agnelli, c'è Vittorio Bq, c'è Marco Boglione (presidente di Basic Net che raccoglie i marchi Kappa, Robe di Kappa, Jesus Jeans e Superga). Polemico l'intervento di quest'ultimo. «Torino ha un'ottima immagine, conseguenza di quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni - ha spiegato -. Ora bisogna continuare, anche se dopo le Olimpiadi la città è tornata un po' quella di prima. Volevo fare una versione estiva di Casa Russia che tanto successo aveva avuto durante i Giochi olimpici- ha proseguito - e ho presentato domanda al Comune per creare nel parcheggio una piscina e un campo da volley. La risposta è stata che l'allestimento che avevamo progettato era "pacchiano e volgare". Come non bastasse ho avuto anche un controlio degli ispettori di Guariniello. In-somma, non c'è stata molta disponibilità. Laverà sfida è cambiare la mentalità, dobbiamo essere tutti d'accordo, ci vuole il sentire popolare per fare la differenza e diventare come Barcellona».