L'opera, l'Imago pietatis, si affaccia direttamente sulla piazza tra la scalinata e il Vittoriano NON solo il dolore per la corona di spine in testa, l'aceto sulle ferite, gli sputi e le botte ricevuti sul Golgota. Una nuova umiliazione tocca ora al Cristo di Passione dell'Aracoeli. È stato imbrattato. Forse, addirittura, dal lancio di escrementi. L'affresco con l'Imago pietatis appartiene alla distrutta chiesa di San Biagio che venne edificata sul quartiere romano costruito nel secondo secolo dopo Cristo alle pendici del Campidoglio. Il dipinto, tardo trecentesco, raffigura Cristo a mezzo busto tra la l'Addolorata e San Giovanni. L'opera che si affaccia direttamente sulla piazza, tra la scalinata dell'Aracoeli e il Vittoriano da alcuni giorni presenta macchie che appaiono prodotte da feci o da altro materiale organico, lanciato molto probabilmente dalla strada. Una di queste, la più grande, ha colpito il viso e il petto del Redentore. L'altra, più piccola, ma non meno grave, l'architettura dipinta sul bordo dell'arco di questa piccola abside. Così imbrattata, l'opera è apparsa ai turisti che camminano dal Campidoglio a piazza Venezia e che guardano i resti dell'Insula romana, complesso di 1800 IL DIPINTO Così apparel'affresco del '300 con Cristo tra la Vergine e San Giovanni che si trova a fianco della scalinata dell'Aracoeli anni fa, e della sovrastante chiesa medievale, venute alla luce durante le demolizioni che negli anni Trenta interessarono l'area. Caratteristico e raro esempio di edilizia intensiva nella Roma imperiale (in queste case d'affitto, scrive Filippo Coarelli nella sua guida di Roma, abitavano fino a 380 inquilini) l'Insula a tre piani è oggetto di visite guidate organizzate da Zètema per le scuole. Ma anche di lavori di manutenzione. Ponteggi e operai non sono però ancora giunti al cospetto del Cristo trecentesco. L'immagine sfregiata è, con il campanile romanico, l'unica testimonianza superstite di San Biagio del Mercato, dal mercato che dall'XI secolo al '400 (quando fu spostato) si svolgeva vicino al Campidoglio. Nel 1658 la chiesa fu concessa da papa Alessandro VII alla Confraternita della Santa Spina della Corona di Gesù. I confratelli avviarono subito la ristrutturazione dell'edificio (che venne inglobato in Santa Rita di Carlo Fontana, a sua volta distrutta nel 1928 e poi ricostruita davanti al teatro Marcello). E rispettarono quell'antico Cristo di Passione. Così anche fecero le ruspe del Ventennio. Non i vandali che ora hanno imbrattato l'immagine sacra.
Sfregiato il Cristo dell'Aracoeli: affresco trecentesco è stato imbrattato con escrementi
L'opera d'arte "Imago pietatis" del '300, situata nella piazza tra la scalinata dell'Aracoeli e il Vittoriano, è stata imbrattata con feci o altro materiale organico. L'opera rappresenta Cristo tra la Vergine e San Giovanni e si trova nella chiesa distrutta di San Biagio del Mercato, costruita nel secondo secolo dopo Cristo. La chiesa fu ristrutturata nel 1658 e rispettò l'antico Cristo di Passione. L'opera imbrattata è stata scoperta dai turisti che camminano dal Campidoglio a piazza Venezia. I responsabili dell'opera imbrattata sono sconosciuti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo