Uno spiraglio di luce per il futuro della soprintendenza veneziana: se la Legge Finanziaria sarà generosa, nei prossimi mesi, partirà un concorso per 40 nuovi dirigenti e al Veneto dovrebbe spettare qualche posto, quanti non si sa ma si pensa non più di dieci. Così ha affermato Roberto Cecchi, direttore generale del Ministero per i Beni Culturali e già soprintendente ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia, durante il convegno che si è tenuto alla Scuola Grande di San Rocco nel quale ha anche presentato il suo libro «I beni culturali. Testimonianza materiale di civiltà». Eppure Cecchi considera la Soprintendenza veneziana una delle meglio attrezzate del nord, perché ha un territorio piuttosto piccolo da gestire, il che le consente una tutela molto mirata. Piccolo sì, ma certamente il più ricco d'Italia: evidentemente questo particolare non è di estrema rilevanza. Vaga la risposta del direttore sul silenzio alla richiesta fatta a Rutelli di sostenere almeno la Soprintendenza veneziana sul piano degli organici, oggi largamente insufficienti. «Credo abbiano mandato una lettera, e poi sono venuto io in rappresentanza del Ministero», si limita a dire, laconico, Cecchi. Provocatorio invece l'intervento di Cesare De Michelis, per cui i beni culturali sono un problema insormontabile in quanto tutti hanno idee diverse e molto confuse. «Non si sa cosa conservare e cosa no, qualcuno addirittura afferma che si dovrebbe conservare anche l'immaginario». E su questo tema De Michelis lancia l'idea che non tutto va restaurato ma qualcosa va anche abbattuto e quindi sarebbe necessario catalogare tutto e poi fare una scelta in base a una «borsa di valori» compilata anche in base al consenso dei cittadini. Non concorda Cecchi, ribadendo il problema del giudizio di valore, ossia il suo variare nel tempo. Il rischio, conclude, è quello di dilapidare l'intero patrimonio. (Alessandra Artale)
Venezia - Soprintendenza, un concorso per assumere nuovi dirigenti
Il direttore generale del Ministero per i Beni Culturali, Roberto Cecchi, ha affermato che la Soprintendenza veneziana è una delle meglio attrezzate del nord Italia, grazie al suo territorio piccolo e ricco di beni culturali. Ha anche espresso la sua preoccupazione per la mancanza di organici sufficienti e ha menzionato la richiesta di sostenimento avanzata da Rutelli. Cecchi ha ribadito il problema del giudizio di valore, che varia nel tempo, e ha espresso il rischio di dilapidare il patrimonio culturale.
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