E' stato presentato ieri dal ministro Giuliano Urbani il nuovo «Patto per l'arte contemporanea» tra il Ministero, Regioni e enti locali per promuovere politiche concordate che facilitino la crescita integrata di un sistema nazionale della contemporaneità che veda affiancati i musei statali, quelli comunali e regionali, gallerie e fondazioni che hanno contribuito al sistema dell'arte in Italia. Urbani ha definito il patto «non solo un strumento per lavorare, ma anche un trampolino verso mete doverosamente più ambiziose», parlando all'interno del Maxxi, museo nazionale delle arti del XXI secolo, ancora in costruzione su progetto di Zaha Hadid, ma con già alcune sale aperte. «Un museo cantiere - ha detto il ministro - a dimostrare che i lavori sono in corso e che abbiamo raccolto la sfida posta dal Maxxi, ereditata (onore al merito) dalle amministrazioni precedenti, che impone di continuare ma anche di rilanciare l'iniziativa, tanto che pensiamo di farne un terminale di una rete per l'arte contemporanea a livello nazionale e internazionale, nell'ultimo caso con una serie di gemellaggi con grandi istituzioni analoghe di altri paesi, da Parigi (col Centre Pompidou) a Shangai e Chicago, per citarne solo alcuni, basati sulla logica di una compresenza fisica, ovvero di uno spazio gestito assieme qui al Maxxi e nei vari musei collegati nel mondo». Il patto, che si colloca all'interno del «Piano per l'arte contemporanea» definito dal ministero tramite la Darc, Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanea, per Urbani è anche «un passo significativo che ratifica e incentiva collaborazioni già esistenti, sulla via di una non facile costruzione di uno stato federale». Per l'occasione è stata pubblicata la prima edizione 2003 del volume "I luoghi del contemporaneo, piccola guida bilingue" (italiano e inglese) a cura della Darc di musei, gallerie, centri d'arte e fondazioni in Italia. A decorrere dal 2002 il Ministero ha autorizzato, per incrementare il patrimonio artistico pubblico, una spesa annua di 5 milioni di euro, che serva da traino e apripista per mettere in corso anche le risorse degli enti locali. Acquisti e musei dovrebbero divenire anche una vetrina «per rivitalizzare il mercato e riportare l'arte contemporanea al centro dell'attenzione, dopo che per molto tempo, per ragioni ovvie e comprensibili, è stata per l'amministrazione pubblica un pò la cenerentola».