Una commissione presieduta da Andrea Emiliani ha redatto la «carta del rischio» delle opere, sostenendo l'importanza dello scambio culturale fra musei, il rispetto della tutela e il rapporto costo-benefici II Cristo morto del Mantegna e la polemica che l'ha visto al centro di un braccio di ferro fra Pinacoteca di Brera e Vittorio Sgarbi che lo voleva per la mostra di Mantova ha prodotto i suoi frutti. C'è voluto insomma un macro-caso, un fenomeno mediatico per arrivare a una carta del rischio dei prestiti redatta dalla commissione incaricata dal ministero per i beni culturali. O meglio, quella «mappa» delle garanzie per un corretto scambio culturale che non sia soltanto legato a motivi commerciali, esisteva già da tempo. Ma era poco consultabile poiché mancavano le linee-guida, la «filosofia» del prestito. E i capolavori viaggiavano, con qualche intralcio qua e là, timidi dinieghi e impennate quando due istituzioni entravano in conflitto di interessi. Come era accaduto con il Mantegna. La commissione degli esperti, timonata da Andrea Emiliani (visibilmente soddisfatto di aver messo a punto un programma organico, che valga per tutti) ha fissato alcuni principi. La «normalità» dell'attività di scambio di opere d'arte viene così corretta da una «carta del rischio», che non è più soltanto materiale (lo stato precario del dipinto o della scultura) ma anche culturale (per esempio se l'opera costituisce un simbolo del museo o è una vera e propria icona identitaria del luogo di appartenenza). L'elenco del patrimonio, una sorta di lista di «fruibilità», verrà aggiornato ogni tre anni dai direttori tecnico-scientifici dei musei o dagli affidatari delle collezioni perché se un'opera guarisce, non è più affaticata da troppe uscite o è stata restaurata, potrà cambiare collocazione e non risultare più off limit ma finire in «mobilità». Al secondo punto, il codice del comportamento responsabile abbraccia un principio che ha le sue radici nell'economia e nell'ambiente: la «sostenibilità», ovvero il beneficio deve essere netto. Per verificare gli effetti di un prestito, non valgono più (scriteriati) parametri soggettivi, come il ritorno di immagine, ma si cede il passo a un confronto serrato fra benefici e costi. Se l'Amor sacro e amor profano di Tiziano se ne va oltreoceano per una mostra temporanea, bisogna calcolare cosa accade alla Galleria Borghese, l'istituzione che limane orfana di tale capolavoro. D'altro canto, andrà valutato anche l'appeal che l'opera è capace di creare intorno a sé una volta «fuori sede», attirando una nuova fascia di pubblico e accrescendo il suo valore simbolico. H quarto principio (il terzo riguarda la qualità, le garanzie di professionalità e i tempi) è quello della «ricaduta», cioè quel ritorno materiale e immateriale che ogni prestito di un bene culturale comporta. Questa in sintesi l'«etica» che tagliere la testa al toro e eviterà inutili diatribe e polemiche al seguito di battage pubblici-tari e mostre-monstrum. Il ministro Rutelli ha sottolineato che il regolamento «è una cosa mai avvenuta prima. Per anni abbiamo avuto soltanto una commissione prestiti ma nessuno aveva mai provato a redigere, per questo settore, una serie di principi-guida». H prossimo passo è un decreto: potrebbe arrivare nel giro di qualche mese, completate tutte le verifiche necessarie. Un decreto , ha continuato Rutelli, che sarà valido per tutti i musei, statali e non, e per le associazioni civiche.
Beni culturali, è in arrivo il prestito responsabile
Una commissione presieduta da Andrea Emiliani ha redatto una carta del rischio per le opere d'arte in prestito, sostenendo l'importanza dello scambio culturale e il rispetto della tutela. La carta stabilisce principi per il prestito di capolavori, come la normalità dell'attività di scambio, la sostenibilità, la qualità e la ricaduta. Il ministro Rutelli ha sottolineato che il regolamento è una cosa mai avvenuta prima e che potrebbe arrivare in pochi mesi. La carta del rischio sarà valida per tutti i musei, statali e non, e per le associazioni civiche. Il prossimo passo sarà un decreto che completi le verifiche necessarie.
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